GLI ARTISTI 2020

 

TONY McMANUS

Nato nel 1965 a Paisley, vicino a Glasgow, erede del cognome
irlandese di un nonno, McManus è stato introdotto alla musica tradizionale attraverso la collezione di dischi di famiglia. Dopo aver provato a suonare il violino, il whistle ed il mandolino, ha decisamente virato verso la chitarra all’età di dieci anni, anche se le sue successive inclinazioni accademiche lo hanno spinto verso un dottorato di ricerca in matematica prima di dedicarsi definitivamente alla musica.
Dopo essere divenuto subito molto noto come accompagnatore fluente e sensibile, il suo debutto come solista durante la notte finale del Festival Celtic Connections di Glasgow del 1994, come supporto al gruppo scozzese dei Capercaillie davanti ad una folla di 2500 persone, è risultato trionfale.

Evocando un linguaggio unico ma universale attraverso la chitarra acustica, probabilmente lo strumento più conosciuto e seguito, Tony McManus ha esteso e trasceso i parametri della musica celtica contemporanea. Il suo modo di suonare estremamente abile ed originale si basa sulle tradizioni mutuate dalla diaspora dei Paesi della diaspora celtica, Scozia, Irlanda, Bretagna, Galizia, Asturie, Cape Breton, Quebec, insieme alle sue passioni per il jazz e la musica dell’Europa dell’Est.

McManus è noto per la straordinaria capacità di rendere molto delicata attraverso la sua chitarra la complessa struttura delle tunes per cornamusa o violino ed il fraseggio di una canzone gaelica, è da sempre riconosciuto come una figura pionieristica nell’attraversare la musica celtica ed altri generi musicali, rivitalizzandoli e facendoli spesso convivere.

Il suo primo omonimo album pubblicato nel 1996 ha riscosso immediatamente un successo formidabile ed ampi consensi della critica, in virtù del suo stile eclettico, sempre molto legato alla musica scoto-irlandese ed alla musica jazz, specie allo stile meraviglioso di Louis Armstrong.
Dotato di un talento prodigioso, McManus ha visto accrescere enormemente la sua reputazione artistica attraverso la creazione di un idioma musicale molto empatico, particolarmente originale ma allo stesso tempo influenzato da stili e sfumature differenti.

Ha collaborato alla realizzazione di oltre 50 album di alcuni tra gli artisti piu’ noti a livello internazionale come Kate Rusby, Alison Brown, William Jackson, Brian McNeill, Liz Doherty, Colin Reid e Catriona Macdonald. Tra le sue collaborazioni più importanti sono da sottolineare quella con il maestro violinista scozzese Alasdair Fraser, il duo-trio con il noto bassista francese Alain Genty ed il famoso chitarrista bretone Soig Siberil ed il duo con il famoso chitarrista italiano Beppe Gambetta.

 

 

 

CHRISTIAN  LABORDE

 

Chitarrista, compositore e arrangiatore di formazione classica, Christian Laborde è uno dei più noti e celebrati chitarristi acustici francesi.

Creatore di una scuola di Fingerpicking già nel 1979 è da allora un protagonista assoluto della scena chitarristica nazionale ed internazionale.

Sino al 2001 ha tenuto la rubrica "Marteau Picker" sulla prestigiosa rivista Guitarist e in seguito ha più volte collaborato con Guitarist Acoustic.

Con Jean-Felix Lalanne ha avuto l'onore di partecipare alla registrazione del mitico album di Marcel Dadi "Dadi deux Guitares!" e, successivamente, nell'album "Guitar Legend Vol. 1" del Re del Fingerstyle.

Vanta inoltre un'ampia discografia personale e tra le sue collaborazioni vi sono quelle con il chitarrista classico Benoit Albert, con quello rock-blues Michel Fraisse quello "Latino" Joseph Lipomi.

In più di quarant'anni di carriera ha avuto la possibilità di esibirsi in molti dei principali Festival internazionali sia da solo che con i Soham, il gruppo nato nel 1992 dalla unione artistica con sua moglie, la cantante Dalila Azzouz.

I Soham possiedono una personalità artistica molto originale che li situa di diritto nel mondo cantautorale di alto livello. Non a caso vantano un rapporto di amicizia/collaborazione con Francis Cabrel, il popolare artista che ha scritto canzoni ormai diventate veri classici della musica francese.

 

DALILA  AZZOUZ

Dotata di una voce affascinante sostenuta da una grande tecnica vocale, è in grado di offrire interpretazioni intense, impreziosite da passaggi emozionanti grazie alla capacità innata di passare da atmosfere vellutate ed intimistiche ad altre in cui gli attacchi si fanno rauchi per la passione interpretativa.

Oltre ai tour con i Soham, ha partecipato a numerosi spettacoli come "Le Patakez Musik Show", "Rim'Elles", "Tous en Trenet", "MoonRose" et "Team Soul".

La sua discografia è composta dagli album con i Soham, l'album "Porte-Plume" e la partecipazione ai dischi di Francis Cabrel, Daniel Seff e Jordi Barre.

 

 

EDDIE MULDER

 

Eddie Mulder è un chitarrista di Friesland, la parte settentrionale dei Paesi Bassi. Ha iniziato a suonare la chitarra all'età di sei anni dedicandosi inizialmente allo studio della musica classica.

Ben presto, però, il suo interesse si è spostano su una grande varietà di stili, consentendogli di acquisire una grande versatilità tecnica da porre alla base della sua proposta musicale.

Eddie è diventato un chitarrista professionista nei primi anni ottanta e, non essendo l'Olanda molto grande, durante la sua lunga carriera ha collaborato, , con quasi tutte le Band locali.

Un momento vissuto con molta partecipazione fu, intorno all'anno 2000, quelloIntorno dedicato al Rock Progressivo Sinfonicao con gruppi come i Flamborough Head,

Grazie ai numerosi album incisi con le Band di ProgRock, Eddie ha acquisito una grande popolarità nel suo Paese.

Nel 2014 ha deciso di dare una svolta alla sua storia musicale, pubblicando tre album da solista, anche se incisi con l'aiuto dei musicisti dei vari gruppi in cui aveva militato.

Le composizioni sono tutte originali, come pure la sua tecnica sulla chitarra acustica, suonata quasi sempre con il plettro ma in modo tale da dare l'impressione di essere eseguita con l'uso delle dita.

Nel 2019 ha pubblicato il suo quarto album da solista, inciso per l'etichetta polacca OSKAR; album contrassegnato dal logo dell'A.D.G.P.A. perché comprende alcuni brani incisi dal vivo durante la nostra Convention del 2018.

I tre precedenti sono: Dreamcatcher (2015), Horizons (2016) e In a Lifetime (2017)

 

 

 

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