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CHITARRISTI JAZZ ITALIANI 

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                              Introduzione all'archivio                          Come modificare i profili
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Antologia della chitarra jazz in Italia    Vol. I e II 

         
ED. BUSCEMI RECORDS-MILANO.

 

 

Fabio Abbagnano 

(Note fornite dall'interessato)

Nato a Roma 46 anni fa ,incomincia da piccolo Lo studio della chitarra classica , passando successivamente all’elettrica collaborando negli anni 70 a formazioni su modello” area-perigeo”, due importanti gruppi nazionali di jazz-rock di allora. Negli anni 80 incomincia a studiare il jazz classico sotto la guida del chitarrista Maurizio Lazzaro , collaborando con il batterista Pier Paolo Ferroni ora insegnante della Um di Roma a cover del batterista Billy Cobham. Successivamente trasferitosi al Nord nel 1990 entra ben presto nel giro Novarese e quello di Milano, suonando ed ospitando nei suoi gruppi jazzisti di calibro nazionale: Paolo e Marco Brioschi , Guido Canavese, Marco Bianchi , Marco Ratti , Riccardo Fioravanti , Stefano Dallora , Marcello Testa, Stefano Solani , Marco Ricci , Bruno De Filippi , Sergio Orlandi , An- Gelo Rolando, Wally Allifranchini , Marco Gotti , Gigi Di Gregorio , Alberto Buzzi , Massimo Scoca , Giulio Loglio ,Giancarlo Porro, Achille Giglio, Mauro Brunini . Ha studiato armonia ed improvvisazione con Gigi Cifarelli a Milano nel 1996 , e con il tenor Sassofonista Wally Allifranchini suonando nell’Orchestra jazz degli allievi della scuola di musica moderna “Dedalo” a Novara nel 1998 comparendo in un programma dedicato al jazz della televisione Svizzera , inoltre ha partecipato a seminari con Franco D’Andrea , Enrico Pieranunzi, Scott Henderson , Frank Gambale. Esperto di elettronica applicata alla chitarra , nel passato ha suonato spesso con i sistemi Roland guitar sinth , e moog sinthesizers .

 

 

Maurizio Aliffi

Nel caso di Maurizio Aliffi è necessaria una simpatica divagazione biografica infatti, nel 1970 o giù di lì, io frequentavo il suo fratello maggiore e ci trovavamo al muretto sotto casa sua a suonare la chitarra e a parlare di musica e io, per quanto amassi Jimy Hendrix, ci tenevo a far notare che un giovane allora sconosciuto di nome George Benson avrebbe dovuto essere preso maggiormente in considerazione da tutti i chitarristi che al di là dei più noti eroi del Rock proprio non andavano! Ricordo quindi Maurizio bambino che, un pò timidamente, si univa a noi e ci ascoltava disquisire...Chi avrebbe mai detto che sarebbe un giorno diventato un jazzista di professione e saremmo stati colleghi nella stessa scuola nell’insegnamento proprio della chitarra jazz? ( materia che a quei tempi in Italia sarebbe stata condiderata alla stregua dell' ufologia!!). Maurizio inizia lo studio della chitarra da autodidatta. Si avvicina alla chitarra jazz studiando con il maestro Filippo Daccò. Contemporaneamente studia e si diploma in composizione e in direzione di coro e si laurea con una tesi in sociologia della musica. Attivo in campo concertistico nel jazz e compositivo, pubblica con F. D'Auria un disco a proprio nome. Intende realizzare uno scambio e una sintesi tra le esperienze a suo avviso più interessanti del jazz e della musica contemporanea, con grande interesse per la improvvisazione in tutti i suoi aspetti.

 

Frank Antonucci

Chitarrista laziale.Grazie alla befana del 61, inizia a quattro anni lo studio della musica e a dieci consegue il diploma del 6° anno di compimento all'Accademia di fisarmonica Luigi Lanàro in Roma.

Grazie alla befana del 70, intraprende lo studio della chitarra inizialmente da autodidatta nelle cantine, dove suona con vari complessi, e poi seguendo i corsi di chitarra jazz presso il "St. Louis" di Roma tenuti da Massimo Ruocco e Eddy Palermo. 

Nel 1978 consegue l'attestato di partecipazione al corso per corrispondenza del Berklee College Music di Boston tenuto da Amedeo Tommasi.  Dopo la maturità classica entra al Conservatorio "S. Cecilia" di Roma dove, nel 1986, si diploma a pieni voti sotto la guida del M° Aldo Enna. Dall'83 all'87 effettua numerosi concerti come solista per l' E.S.T.A. (European String Teachers Association) di Lilia D'Albore e Dino Asciolla. Successivamente seguendo la grande passione per il jazz ne abbraccia l'attività concertistica annoverando numerose e illustri collaborazioni con, tra i quali:Bob Berg, Larry Nocella, Dave Eubanks, Tony Formichella, Michael Supnick, Mauro Verrone, Acciari Brother's, Gabriele Mirabassi, Oliver Berney, Enrico Blatti, Fabio Tullio, Nicola Arigliano e Franco Cerri.

Dall'86 al 92 effettua collaborazioni musicali nel Cinema per la Videoschermo srl, Maura Film, Rai Tv. Come orchestrale suona con varie formazioni da camera e sinfoniche, tenendo concerti presso numerosi teatri ed auditorium. In tournèe come esterno con la Istituzione sinfonica abruzzese e   con la banda della Polizia. Nel 1999 partecipa al Concorso Nazionale per giovani chitarristi jazz organizzato dall' A.M.J. di Siena classificandosi al 2° posto.  Dal 2005 è il chitarrista di Nicola Arigliano con il quale si esibisce in concerto in tutta Italia instaurando una profonda amicizia che lo assurge a portavoce dell' ultimo fervido periodo dell'artista. Lavora anche con altre formazioni di musica jazz e blues prevalentemente nell'area romana.

Iscritto alla SIAE come compositore e autore ha all'attivo più di cento tra composizioni strumentali e vocali.

Attività didattica: Nel 1990 consegue l'abilitazione all'insegnamento ed è   titolare della cattedra di musica di un Istituto Comprensivo. INOLTRE è Autore dei Metodi: "Il Solfeggio Integrale" e   "Tecnica ed Improvvisazione Chitarristica"   ed. Stampa Alternativa.

 

Angelo Arienti


(pubblico dominio)

Chitarrista dalla sonorità aperta ed incisiva, appassionato e competente conoscitore della storia della chitarra jazz, il suo indirizzo estetico si colloca su quella linea genealogica che collega lo stile di Tal Farlow al John Mc Laughlin di “Extrapolation” e “Spaces”. Forse il miglior accompagnatore, per forza propulsiva e swing, del panorama nazionale di quegli anni Angelo Arienti, attento nell’assecondare il solista, ha inciso un LP di tango argentino, nella formazione chitarra & bandoneon, con Astor Piazzolla ed è stato per un lungo periodo la seconda chitarra del quartetto cameristico di Franco Cerri, partecipando alla registrazione di quelle che si possono annoverare tra le più belle pagine della chitarra jazz italiana.

 

 

Alex Armanino


(Note di Roberto Ferrari)

  Chitarrista ligure attivo dagli anni 50 (molti ricordano il Settetto Genovese). E’ uno dei musicisti cardine del Louisiana Club di Genova. Ha suonato con la big band di Ray Charles e ha diretto per molti anni una formazione di chitarre, il “Guitar Ensemble”. Validissimo solista ma anche esperto accompagnatore , spazia dallo swing al be-bop.

 

 

Ignazio Ballato

In un universo, quello chitarristico, oggi popolato da super-professionisti troppo spesso preoccupati più di impressionare che di esprimere e nel quale la confezione del prodotto finito prevale sulla estemporaneità del processo creativo, non può non allietare l’ascolto di Ignazio Ballato, musicista naturale ed istintivo che, nulla concedendo alle presunte nuove tendenze (O.G.M.) e non assillato da smanie di prestazione, si lascia andare con comunicativa e spontaneità al piacere di suonare un repertorio, quello brasiliano, che nulla lascia a desiderare in quanto a comunicativa e spontaneità. Ballato dimostra come, affidandosi alla sola fatidica ispirazione e ad un non comune orecchio musicale, si possa realizzare un opera più significativa di tante altre, prodotto di un sapiente e smaliziato artigianato musicale. Ignazio Ballato si alterna dalla chitarra classica alla sua vecchia chitarra jazz “ IBANEZ JP”, a lui più congeniale, suonata con tocco e feeling montgomeriani e lasciando intravedere di aver ascoltato oltre Joe Pass e Wes Montgomery anche l'italiano Franco Cerri.

 

 

Emanuele Basentini


Chitarrista top italiano molto conosciuto ed apprezzato all’estero, ha messo a punto un sistema di fraseggio avanzato, torrenziale, imprevedibilmente fantasioso e supportato da una prodigiosa tecnica strumentale. Difficilmente assimilabile ad altri chitarristi è forse più riconducibile a stili propri di altri strumenti come il sax o il pianoforte. Se proprio si volessero tracciare delle parentele o delle similitudini nell’ambito del suo strumento potrebbero venire in mente, con beneficio di inventario, sia Pat Martino che Jack Wilkins.  (di Giovanni Monteforte)

 

Silvio Barisone

Silvio Barisone è un musicista su larga scala. Chitarrista, arrangiatore, compositore, musicoterapista, profondo conoscitore e studioso di strumentario etnico. Classe 1972 compie gli studi classici tradizionali in Conservatorio nonché quelli di jazz e popular music. Molto attivo in ambito live con i maggiori nomi di jazzisti nostrani passando anche per la pop music.

Oltre alle più svariate collaborazioni sia in ambito jazzistico sia in quello "leggero" sono presenti due produzioni per l'etichetta milanese Preludiomusic, la prima per chitarra sola dal titolo "Leonardo" con brani tutti inediti che spaziano dal classico alla new age, la seconda dal titolo "Travel", un vero è proprio viaggio tra diverse sonorità dal smooth jazz al funky passando per latin e swing. Musicista completo dalla svariata ed importante esperienza sempre al passo coi tempi fanno di lui anche un ottimo didatta in ottica moderna senza tralasciare però percorsi classici e tradizionali che ne hanno rafforzato e determinato il suo notevole cammino.

Collabora con l' importante rivista di chitarra "Guitar Club" dove ogni mese tiene una "lesson" dal titolo "chitarra sola".

 

Virginio Bertone 

chitarrista , fotografo e manager inizia a suonare la chitarra come autodidatta all’ età di 11 anni. A 18 anni decide di dedicarsi alla musica jazz e studia con Joe Cusumano presso il jazz club Capolinea di Milano. Prosegue gli studi a New York con Rodney Jones. Si perfeziona infine al CDM di Milano con il corso triennale tenuto dal Maestro Filippo Daccò.

Come band leader Bertone debutta al Capolinea nel 1994. Da quel momento è attivo sia come musicista di club sia nell’ambito di importanti eventi aziendali (Dolce e Gabbana, Volvo, Università Bocconi, Schering Plough, Amgen ).

Il sound di Virginio Bertone , che utilizza prevalentemente chitarre archtop della Gibson, è stato profondamente influenzato da George Benson e dall’ album Breezin, in cima alle classifiche nel periodo in cui Bertone si trovava a New York . Grazie agli insegnamenti del maestro Daccò, Bertone si è svincolato al linguaggio"fusion" e si trova a suo agio anche in un contesto be bop o bossanova.  Nel corso degli anni Bertone ha suonato con i principali musicisti italiani quali i batteristi Nicola Stranieri, Stefano Bagnoli, Vittorio Sicbaldi, i contrabbassisti Riccardo Vigorè, Roberto Piccolo, Gianluca Alberti, il trombettista Marco Brioschi, i sassofonisti Felice Clemente e Germano Zenga, le cantanti Ulrica de Georgio, Dariana K, Irene Colombo, Fancesca Lucido.

Partner insostituibili di Bertone sono il pianista milanese Alberto Barattini nell’ ambito della formazione Smooth Quartet e il violinista romano Rodolfo Baroncini nel progetto Bags Groove.

Dal 2016 Virginio Bertone è endorser degli amplificatori valvolari AGE progettati e costruiti artigianalmente a Lecce dall’ ing. Antonio Guerrieri .

Bertone ha autoprodotto i seguenti CD.

Un blues qualsiasi ( 2008)   Not really (2010 )   Shower songs (2011)   L.O.V.E. (2011)   Smooth Quartet Live (2014)   Synesthesia (2016)

 

Remo Bianchi

Musicista che agisce e compone entro i parametri estetici più aggiornati, propone una musica energica ed emozionalmente carica, un prodotto artistico fresco e innovativo che si avvale di eccellenti collaborazioni musicali. Chitarrista e compositore milanese, è diplomato presso la Civica Scuola di jazz di Milano ed è laureato in Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Corso di Laurea in Chitarra e Musica Jazz presso il Conservatorio "G. Verdi" di Milano. Ha frequentato diversi seminari di musica d'insieme, armonia ed improvvisazione con Mal Waldron, Jim Hall, Steve Grossman, Paolo Fresu, Daniel Humair, Enrico Rava, Franco D'Andrea, Marco Tamburini ed ha partecipato ad uno stage di musica d'insieme presso il Conservatorio Nazionale di Chambery in Francia.

 

 

Riccardo Bianchi


(foto web)

Ex ragazzo prodigio della chitarra jazz, Riccardo Bianchi è oggi una delle voci guida della chitarra contemporanea in Italia. Dotatissimo strumentista e musicista poliedrico, la sua produzione discografica è pervasa da una venatura New-Age e Progressive. Ciò non toglie che egli sia un grande improvvisatore di "vero-jazz", dotato di un linguaggio fluido, originale, e intrinsecamente 'parkeriano'! Jim Hall, dopo aver suonato con lui durante un seminario didattico, lo definì un grande accompagnatore in grado di ascoltare e assecondare il solista con grande sensibilità!

 

 

Roberto Brambilla


(Note fornite dall'interessato)

Chitarrista e compositore eclettico, riesce ad adeguare il suo stile, di impronta Blues, a diversi generi musicali. Inizia lo studio della chitarra elettrica come autodidatta nel 1970 dedicandosi principalmente al Rock-Blues. Nel 74 si avvicina alla Fusion e al Jazz attraverso l’ascolto di Miles Davis, Frank Zappa, Chick Corea, John McLaughlin, Weather Report, Charlie Christian, Wes Montgomery (ecc.). Da allora è promotore di diverse formazioni e ha collaborato con numerosi autorevoli musicisti Fusion e Jazz (ecc…) dell’area milanese. In seguito si avvicinerà sempre più al Jazz, soprattutto al Be Bop e decisiva sarà l’influenza di Charlie Parker ma, accanto al Jazz, ha continuato a dedicarsi ad altri generi musicali quali il Progressive e la Fusion. Dagli anni 90 è elemento stabile del gruppo progressive “AIRE” con il quale ha inciso 2 CD: LUMEN e VISIONI e ha pure inciso un CD di sola chitarra classica (“IN GIU’ ” ) nel quale sono raccolti 25 brani di sua musica originale: Roberto Brambilla è infatti docente di chitarra classica presso la scuola media ad indirizzo musicale di Lentate Sul Seveso. I suoi CD sono stati prodotti da Alessio Brocca (Music Center di Lissone via Don Crippa 1), distribuiti dalla I.R.D. sono quindi reperibili su ordinazione anche a Milano alle Messaggerie Musicali e alla Ricordi (visitare il sito www.musiccenterlissone.it la sezione riguardante il Jazz.)

 

Francesco Buzzurro

Francesco  Buzzurro  inizia a 6 anni a suonare la chitarra e diplomatosi al Conservatorio Scontrino   di Trapani perfeziona la sua tecnica presso l'International Arts Academy di Roma  con Stefano Palamidessi, Alberto Ponce, John Duarte, Hopkinson Smith e David Russell. Laureatosi anche in Lingue Straniere, sviluppa un'intensa attività concertistica e vince tre concorsi nazionali tra cui il "Savona in Musica". Alla sua passione per la musica classica  Francesco  Buzzurro  affianca una profonda attività di ricerca nell'ambito della musica jazz sviluppando ben presto una particolare maniera d'improvvisare che gli consente di entrare a far parte della Sicilia Jazz Big Band, dell'OMC  e successivamente dell'Orchestra Jazz Siciliana  di cui oggi è prima chitarra. Grazie all'OJS divide il palcoscenico con alcuni dei "mostri sacri" del jazz come Toots Thielemans, Diane Schurr, Arturo Sandoval, Peter Erskine, Bob Mintzer, Phil Woods, Bireli Lagréne,  Francesco  Cafiso  ed altri ancora. Il primo lavoro di  Francesco  Buzzurro  "Latinus"   rivela la sua anima etno-jazz, il secondo album, da solista questa volta, si intitola "Freely..." e contiene arrangiamenti di standards della musica mondiale come "Summertime" e "Rapsodia  in  Blue". Il disco "Naxos" pubblicato nel 2006 ripropone invece il quartetto in veste dichiaratamente latin-jazz, mentre nel suo ultimo cd, "L'Esploratore" (2009) ,il chitarrista affronta ancora da solista un repertorio etnico d'autore con musiche da diversi paesi del mondo, tra queste Libertango, Hava Nagila  e Tico Tico. Tra le sue realizzazioni discografiche vanno menzionate altresì "Un mondo due chitarre" (2011) in duo con il chitarrista americano Richard Smith (già sideman di Lee Ritenour) , il cd "One man band" (2012) da solista per la prestigiosa etichetta tedesca Acoustic Music Records di Peter Finger e il recentissimo "Il Quinto Elemento" (2014) con musiche esclusivamente originali ispirate ai quattro elementi della natura con la musica come Quinto Elemento unificante.  Francesco  Buzzurro  ha collaborato, inoltre, con Renzo Arbore, Lucio  Dalla,  Francesco  Baccini, Antonella Ruggiero, Ornella Vanoni, Fabio Concato, Luisa Corna, Grazia Di Michele, Mario Lavezzi, Giorgio Conte, Orchestra Sinfonica Siciliana  (eseguendo il Concierto De Aranjuez). Laureatosi nel 2010 in Musica Jazz con 110 e lode e menzione d'onore è considerato un chitarrista di confine e fuori dagli schemi e viene regolarmente invitato dalla University of Southern California  di Los Angeles e dal Royal College of Music di Londra a tenere dei seminari unificati per i dipartimenti di chitarra classica e jazz. Autore sia della colonna sonora di "Io Ricordo", docu-fiction prodotta dai fratelli Muccino che delle musiche per lo spettacolo teatrale di Gianfranco Jannuzzo "Girgenti Amore Mio", è oggi uno dei più apprezzati chitarristi italiani costantemente recensito dalle riviste Chitarre, Guitar Club, Axe, Strumenti Musicali e votato dalla famosa rivista di settore Musica Jazz come uno dei più talentuosi del  panorama nazionale. Ha suonato per l'ex presidente francese Valéry Giscard D'Estaing alla convention mondiale sulle energie rinnovabili insieme a  Francesco  Cafiso, poi alla Notte delle chitarre  di Sissa (Parma) con Maurizio Solieri, Ricky Portera, Cesareo, Max Cottafavi e Alberto Radius, svolge regolarmente tournée in Italia, Grecia, Germania, Svizzera , Inghilterra, Polonia, Messico e negli Stati Uniti e durante una di queste, a Minneapolis, in occasione della convention mondiale dei Lions Club è stato nominato ambasciatore di pace con la musica dal delegato  Lions all'ONU.  Ha ricevuto, inoltre, un riconoscimento dal Presidente Napolitano al Quirinale per la colonna sonora del film "Io ricordo" ed ha suonato al celebre "Blue Note" di Milano in un concerto sold out.  Francesco  Buzzurro  viene regolarmente invitato ai maggiori ferstival della chitarra in Italia e all'estero, tra questi ricordiamo il festival "Paganini" di Parma, il MAF (Musica a Fiorano), l'Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, il Festival della Chitarra di Fiuggi, il Festival Jazz di Campeche (Mexico), Acoustic Franciacorta, Ferentino Acustica, Pescara International Music Festival, Festival Internazionale della Chitarra di Mottola, Brescia Chitarra, Festival Federico Cesi,   Rieti Guitar Festival, Monterotondo Guitar Festival, Un Paese a sei corde, Ritmo delle Città (Milano), The Place (Roma), International Guitar Night (Los Angeles), Corfù Jazz Festival, Paros Summer Seminars, ecc… Attivo anche nel campo della didattica, il chitarrista è docente di Chitarra Jazz al Conservatorio e tiene numerose masterclass presso Conservatori, prestigiose scuole di musica e Università italiane e straniere. 

 

Roberto Cairo


(foto dal sito web) 

Sono rari i chitarristi che riescono ad esprimersi con la sincerità e la genuina comunicativa di Roberto Cairo, cosa più importante nella musica jazz! Oltre a ciò si tratta di uno strumentista dalla inflessione e la pennata veramente notevoli, caratteri che lo rimandano immediatamente a quel grande jazzista internazionale che è Pat Martino, strumentista dal quale Cairo ha ereditato la dote più rara e difficilmente emulabile: l’energia e la continuità della scansione ritmica!

 

 

Giulio Camarca

Fantasiosamente disordinato, imprevedibile e creativo, Giulio Camarca ha sviluppato da vero jazzista, nella estemporaneità della scena dal vivo, il suo fraseggio diretto, comunicativo e improntato nella ricerca dello stile individuale. In grado di suonare su tempi velocissimi, dalla pennata agile e ben calibrata, il suo timbro si allinea ai più autentici parametri della chitarra-jazz moderna che vedono il prevalere delle sonorità naturali ed aperte.

 

 

Paolo Cattaneo


(foto Bellandi)

Chitarrista e compositore con una particolare affinità elettiva per Joe Pass e Kenny Burrell, Paolo Cattaneo non limita i suoi interessi al solo jazz, ma specialmente alla composizione dodecafonica e alla musica barocca. Ciò non gli impedisce di essere un grande estimatore della canzone italiana e del suo vasto repertorio sul quale basa, in parte, la sua attività di didatta e di musico–terapeuta. La sua poetica-jazz gli fa prediligere i suoni acustici della chitarra classica con le corde di nylon pizzicata con la sola unghia del pollice.

 

 

Germano Cavazzoli


(pubblico dominio)

Alla fine degli anni ’50 e nei primi anni ’60 gli esperti e i divulgatori della chitarra-jazz erano veramente “poche gocce nel mare”. Una ristretta cerchia di appassionati e militanti che che operava ai margini della musica ufficialmente riconosciuta e apprezzata dal grande pubblico. I seguaci del jazz erano guardati con quella diffidenza con la quale sono visti i trasgressori delle convenzioni sociali, ed allora il moralismo e il conformismo costituivano una prescrizione sociale difficilmente aggirabile. Personaggi come Germano Cavazzoli rappresentavano quindi un punto di riferimento per tutti coloro che aspiravano a svincolarsi dalle consuetudini e dal provincialismo. Chitarrista classico, jazzista e capo orchestra, diplomatosi poi in percussioni, Germano Cavazzoli ha girato con la sua piccola orchestra di musica da ballo in tutti i luoghi internazionali frequentati, per lavoro, dalla crema del jazz europeo. A Beirut, al Cairo, in Grecia ha frequentato e scambiato impressioni con insostituibili figure quali Renè Thomas, Martial Solal e tanti altri. Per non parlare poi dei suoi tour europei, durante i quali ebbe l’occasione di incontrare Wes Montgomery e tanti tra i chitarristi-jazz francesi allora sulla cresta dell’onda che si esibivano al Club “Mediterrané” di Marsiglia. Ciò gli ha permesso di importare in quel di Reggio Emilia l’aria nuova di una realtà cosmopolita e all’avanguardia. In possesso di una invidiabile e aggiornatissima discoteca di jazz, non mancava mai di far conoscere ad apprezzare questo genere musicale a tutti coloro che ne fossero interessati. Le sue improvvisazioni, lineari e riflessive, si impennano inaspettatamente in un fraseggio ad ottave di stampo tipicamente montgomeriano.

 

 

Antonio Cavicchi  

Antonio Cavicchi è fuori di ogni dubbio uno dei chitarristi italiani più interessanti e maturi. Dal linguaggio denso di spiritualità e di significanza, riesce a rappresentare nel migliore dei modi la scuola del pensiero estetico di Jim Hall e Ed Bickert, e fa ciò senza rivisitare calligraficamente e alla maniera della carta carbone, come spesso invece oggi avviene, lo stile dei maestri, ma riproponendolo arricchito sul piano melodico del fraseggio.

 

 

Roberto Cecchetto

Roberto Cecchetto. Notevole talento musicale la sua vocazione si estende dal jazz moderno alle più recenti sperimentazioni. Tra le sue influenze si possono annoverare John Scofield e Wes Montgomery. Considerato che il panorama del jazz contemporaneo è popolato da cloni Roberto Cecchetto è uno dei pochissimi a contribuire alla contemporaneità con un apporto originale e significativo. Nato a Milano l’11 aprile 1965 studia chitarra classica al Conservatorio di Milano e armonia e composizione con Filippo Daccò. Si perfeziona grazie ad una borsa di studio ricevuta per partecipare ai seminari estivi di Siena Jazz nel 1992 e dopo qualche tempo interviene all’incontro annuale dello I.A.S.J. (International Association School of Jazz) svoltosi a New York dove ha la possibilità di suonare al JVC New York Jazz Festival e all'ONU. Più o meno nello stesso periodo Roberto Cecchetto comincia a svolgere una decisa attività concertistica entrando a far parte del gruppo Tribute con Andrea Dulbecco, subito dopo è nel Roberto Della Grotta Sextet. In seguito suona con Paolo Fresu, entra a far parte del Daniele Cavallanti Quartet e dell’orchestra Jazz Chromatic Ensemble, si dimostra uno dei migliori chitarristi sulla scena, capace di muoversi nell’ambito dell’avanguardia e dialogare in modo serrato con stili più prossimi alla tradizione. Nel 1993 Enrico Rava mette in piedi un quintetto elettrico, il Rava Electric Five, e Cecchetto diviene una delle due chitarre elettriche assieme a Domenico Caliri. Con Rava – con il quale inciderà diversi dischi come “Electric Five” (Soul Note), "Rava noir" e “Certi angoli segreti” (Label Bleu) – partecipa alle più prestigiose manifestazioni della scena jazz internazionale in particolare in Francia, Austria, Germania, Canada e Giappone. Instaura un ottimo rapporto collaborativo con il trombettista Giorgio Li Calzi, con il sassofonista Daniele Cavallanti e con il batterista Tiziano Tononi divenendo presto una delle colonne portanti dell’organico Nexus fondato da questi ultimi due musicisti agli albori degli anni Ottanta. Partecipa inoltre alle registrazioni di “Awake Nu”, doppio tributo di Tononi alla musica stellare di Don Cherry, nel quale affianca l’ospite speciale Herb Robertson alla tromba e flicorno. In "Seize the time!"- Nexus Orchestra, affianca il grande trombonista Roswell Rudd, ospite speciale della registrazione. Tra le sue esperienze di maggior interesse va certamente ricordata la collaborazione con Gak Sato (“Tangram” 2001 e “Informed Consent” 2006), musicista e sperimentatore originario di Tokyo ma da tempo residente in Italia. Parentesi davvero fortunata nella carriera di Cecchetto è la formazione Rand-o-mania con il trombone di Gianluca Petrella e ritmica formata da Andrea Lombardini e U.T. Gandhi, altro musicista con il quale divide spesso il palcoscenico. E’ leader del Downtown trio, completato da Giovanni Maier al contrabbasso e Michele Rabbia alla batteria e percussioni nell’ambito del quale esplorano l’improvvisazione più fantasiosa servendosi anche dell’elettronica. Condivide con Maier, compagno fedele fin dai tempi del Rava Electric Five e del Jazz Chromatic Ensemble, un duo formidabile che ha inciso per Artesuono di Stefano Amerio “Slow Mood” (2003), disco acustico supportato dall’ausilio di loops, il secondo lavoro discografico "Blues Connotation" è uscito nel 2007.

 

 

Franco Cerri

Voce inconfondibile e originalissima della musica jazz a livello internazionale, Franco Cerri ha saputo cogliere e sintetizzare le istanze della chitarra jazz in uno dei periodi più felici per questo strumento quando, nei primi anni ’60, “il nuovo” era rappresentato da musicisti quali Kenny Burrel e Jim Hall, Charlie Byrd e Grant Green, Wes Mongomery e Renè Thomas. La sua musica racchiude come in un “Graffiy” gli umori ed il clima di quest’ epoca creativa per la chitarra e li interpreta come solo il vissuto musicale di un autentico artista potrebbe fare. La modernità del fraseggio fa di lui, insieme a Renè Thomas, lo stilista più interessante dell’ epoca post-Reinhardt in Europa. Gli echi della musica di Reinhardt, Kessel e Montgomery rivivono nelle sue linee melodiche nervose e swinganti e nel suo timbro naturale ed espressivo. Musicista “in progress” il suo stile è maturato con i tempi mantenendosi sempre attuale e armonicamente assolutamente personale. Completo il suo approccio strumentale che va dall’improvvisazione ad accordi all’utilizzo delle ottave. Creativo il suo approccio all’improvvisazione fondato prevalentemente sulla musicalità intuitiva e sulla vocalità piuttosto che sui meccanismi della chitarra. Compositore colto e comunicativo, armonicamente complesso e orientato in direzione polifonica e contrappuntistica. Uomo di spettacolo impegnato nella diffusione televisiva del jazz.

 

 

Vittorio Chessa


(foto dal sito web)

  (Note fornite dall'interessato)

Chitarrista e compositore, è nato ad Ozieri in Sardegna. Sin da giovanissimo studia e approfondisce, da autodidatta, il linguaggio jazzistico elaborando, nel corso degli anni, una sua particolare tecnica nell’uso dei block-chords nell’improvvisazione. Negli anni Settanta prende parte, come leader di diverse formazioni, a concerti jazz nella sede RAI di Cagliari. Sempre negli stessi anni partecipa a Roma al Festival jazz “La quercia del Tasso”. In questa occasione incontra il contrabbassista Eddie Gomez che gli propone di incidere insieme un CD a New York. Nel 1991, ad “Umbria Jazz “, conosce e suona con Joe Pass. In anni recenti ha suonato in duo con Donovan Mixon, chitarrista e insegnante al Berklee College of Music di Boston. Nel 1996 si è esibito in concerto con il pianista americano Don Friedman. Nel dicembre 2000 ha partecipato, con altri musicisti, ad una serata al Piccolo Teatro di Milano per commemorare Stefano Cerri, da poco scomparso. Nel luglio 2001 ha preso parte con Franco Cerri e Marco Ricci al Jazz festival di Calagonone (Sardegna) ottenendo un lusinghiero e personale successo. Un momento importante nella sua carriera artistica è la realizzazione, nel 1994, per la Jump Music, di un CD con sue composizioni. Il disco ha ottenuto diverse e favorevoli recensioni da parte della stampa specializzata. Particolarmente significativa è stata la critica comparsa sulla rivista americana CADENCE del Maggio 1995, seguita poi da una intervista dell’Aprile 1996 riguardante la sua musica e la sua vita artistica. Attualmente vive a Milano e suona con i migliori musicisti italiani e stranieri.

 

 

Dario  Chiazzolino

In Italia, come nel resto del mondo, in ambito musicale si sta assistendo ad un fiorire di giovanissimi talenti come mai visto prima. Nel jazz italiano vi sono pochi nomi di grande eccellenza affermatisi sulla scena di tutti gli strumenti, per il sax il giovane siciliano Cafiso e per la chitarra, oltre al bolognese Pasquale Grasso, fa molto parlare si sè il torinese Dario Chiazzolino.
A solo poco più di vent’anni vanta un esperienza e una maturità artistica che eguaglia e supera quella dei più anziani ed affermati professionisti del suo strumento! La sua fama sta superando i confini nazionali, è recente il suo tour negli Usa dove gli hanno anche affidato l’endorsment di una importante casa di strumenti musicali. La sua sonorità, tagliente ed aggressiva, potrebbe essere assimilata a quella di John Scofield e il suo fraseggio è una personale sintesi delle più aggiornate evoluzioni del linguaggio della chitarra jazz.  (di Giovanni Monteforte)

 

 

Gigi Cifarelli

Jazzista di formazione moderna è però in grado di esprimersi poliedricamente in molti fra gli stili che improntano la chitarra-jazz postmoderna, in particolare il Blues, il Pop e il Rock. Oltre alle notevolissime abilità strumentali, Cifarelli si distingue anche come ottimo cantante dalla voce calda ed espressiva, riuscendo così a cantare e suonare contemporaneamente le sue brillanti improvvisazioni. Anche se il suo tocco strumentale richiama moduli tipicamente bianchi (Jimmy Raney), il suo fraseggio è stilisticamente debitore del nero George Benson e non è ignaro della lezione di Wes Montgomery. Insieme a Eddy Palermo ha a suo tempo traghettato la chitarra-jazz italiana su di un livello strumentale performativo internazionale.

 

 

Giacinto Cistola

 

Dalla calda e intensa sonorità e il ritmo trascinante Giacinto Cistola propone un jazz-mainstream eseguito con la sincera espressione di chi, riuscendo a toccare le corde giuste, dimostra che questo genere musicale riesce ad essere sempre vivo ed attuale anche senza la necessità del voler a tutti i costi rivoluzionare un linguaggio ormai felicemente consolidato. Ciò accade quando ci si rapporta ai modelli di riferimento, Wes Montgomery, Ed Bickert e altri, facendo attenzione più ai contenuti espressivi che ai soli aspetti artigianali della musica.

 

 

Egidio Colombo  


(Foto Alvaro Belloni)

Egidio Colombo, leader e arrangiatore del Banjo Clan, è anche co-fondatore e animatore della Genova Jazz Band (con la quale, nel 1979, ha effettuato una memorabile tournée nell’ex-URSS) e del Louisiana Jazz Club di Genova. Ha partecipato a moltissimi festivals internazionali in Italia e all’estero, suonando e incidendo con nomi storici del jazz tradizionale quali, tra gli altri, Bobby Hackett, Bill Coleman, Albert Nicholas, Bud Freeman, Eddie Miller. Egidio Colombo, ha suonato con vari gruppi revival, tra cui la Genova Dixieland All Stars, i Red Bean Jazzers e la Genova Jazz Band e vanta collaborazioni e incisioni con personaggi storici dell’hot jazz, tra i quali Albert Nicholas, Bobby Hackett, Bud Freeman. È molto attivo come free-lance e si esibisce regolarmente con i New Stompers, con i Riviera Syncopators e con la formazione Stringology.

 

 

Roberto G. Colombo  

Chitarrista ligure "figlio d'arte" (...il padre Egidio Colombo è un veterano della chitarra-jazz tradizionale d'accompagnamento), Roberto Colombo rappresenta in Italia il miglior esempio di come approcciare la chitarra-jazz in maniera filologicamente corretta sapendo sviluppare con creatività un proprio personale linguaggio. Discepolo di Django Reinhardt e Charlie Christian (...È autore del libro "Django oltre il mito - La via non americana al jazz" (Erga Edizioni, Genova 2007), dedicato alla figura di Django Reinhardt e definito da Adriano Mazzoletti "il più straordinario libro sul jazz scritto in Italia"., ed è di prossima pubblicazione un nuovo libro su Charlie Christian e sul Jazz. La sua originalità e professionalità gli hanno permesso di suonare ed incidere con la storica band mericana di fama internazioale "Bob Wilber e Kenny Davern" (v.v. CD "MUSICA JAZZ 1999 ed, Hachette).

 

 

Angelo Comincini

 

Temperamento artistico imprevedibile e anticonformista con affinità elettive per la poetica "nichilista e dissacrante", Angelo Comincini è uno strumentista molto dotato e si distingue anche come compositore e arrangitore dallo stile ben definito e caratterizzato da una radicale inclinazione per atmosfere cupe e misteriose. All'età di dodici anni si appassiona alla musica e a quattordici decide di suonare uno strumento musicale scegliendo la chitarra. Inizialmente studia da autodidatta e successivamente seguendo corsi di chitarra classica e materie complementari. Nel '97 cambia indirizzo di studi seguendo i "Civici Corsi di Jazz" di Milano. Attualmente è iscritto alla facoltà di jazz presso il conservatorio di Milano. Oltre agli studi scolastici compiuti, ha sempre avvertito per esigenze espressive la necessità di seguire un metodo di studio personale per una formazione musicale non accademica. Da alcuni anni si dedica all'insegnamento, alla composizione ed alla registrazione di brani propri.

 

 

Pietro Condorelli  


(foto dal sito web)

Si può affermare con certezza che nella chitarra-jazz italiana tutte le correnti e le tendenze del jazz-moderno siano egregiamente rappresentate! Pietro Condorelli, musicista d’eccezione, riesce con creatività e competenza a ben rappresentare quella corrente avanzata dell’hard-bop definita più precisamente “jazz-modale”. Il suo talento, naturalmente, non si limita a questo, essendo egli in grado di cimentarsi con grande padronanza su qualsiasi standard, con una particolare predisposizione per le ballads, ma il suo maggiore contributo, a mio modesto avviso, si esplica in quel repertorio modale che vede la melodia-improvvisata svilupparsi, spesso e volentieri, per intervalli di quarta, cosa non facile da eseguire alla chitarra! Se qualche affinità elettiva si potesse tracciare mi verrebbero in mente l’ultimo Pat Martino, quello dei dischi modali per intenderci, e Bruce Foreman per quanto riguarda il timbro e l’esuberanza della pennata. Ciò va detto precisando che la forte personalità di Condorelli si impone con una poetica ed una cifra stilistica assolutamente originali!

 

 

Manuel Consigli



(Note fornite dall'interessato)

  Inizia gli studi di chitarra classica all’età di sei anni. Negli anni delle scuole superiori approfondisce il repertorio della musica moderna. Inizia lo studio della ritmica indiana con il percussionista Federico Sanesi. Si appassiona in seguito al Jazz ed inizia ad approfondire lo studio dell’armonia moderna e le tecniche di improvvisazione della chitarra. Frequenta la Facoltà di Musicologia a Cremona e il DAMS di Bologna (indirizzo arte musica spettacolo). Ottiene i diplomi di Jazz Master in chitarra moderna, Armonia Funzionale e Arrangiamento per orchestra con il maestro Filippo Daccò. Dal 1990 svolge l’attività di musicista professionista, suonando nei locali e nelle rassegne di musica e collaborando come strumentista o arrangiatore con molti altri artisti e musicisti fra i quali ha il piacere di menzionare Bruno De Filippi, Claudio Fasoli, Sandro Di Pisa, Tiziano Tononi, Daniele Cavallanti, Toni Boselli, Enea Coppaloni, Filippo Monico, Simone Mauri, Roberta Pestalozza, Manuela Ravaglioli, Massimo Pintori, Cristian Calcagnile, Giovanni Monteforte, Francesco Manzoni, Roberto Piccolo, Marco Castiglioni, Pepe Ragonese ecc. Dopo quindici anni di intensa attività didattica nel campo dell’educazione musicale rivolta ad allievi di ogni fascia di età, attualmente è attivo sia in ambito educativo, come didatta della chitarra moderna e jazz, sia in ambito artistico, come chitarrista professionista. Dal 2003 è direttore didattico e artistico della scuola di musica “Altrenote” e dal 2005 è responsabile della parte musicale in un progetto della Provincia di Milano in collaborazione con il Comune di Milano, il SEAD e il Carcere Minorile Beccaria per la realizzazione di uno spettacolo teatrale rappresentato con i ragazzi del Carcere Minorile al Teatro Out Off di Milano.

 

 

Gianfranco Continenza


(foto web)

  (Note fornite dall'interessato)

Chitarrista e compositore nato a Torino nel 1968 ha studiato musica classica, blues, jazz e rock distinguendosi in seguito nel genere Fusion come artista dalla spiccata personalità. Diplomato al G.I.T. (Guitar Institute of Technology) negli USA, col massimo dei voti, nel 1994 ha fondato il P.M.I. (Professional Musicians Institute; www.cma-school.com) con studenti provenienti da tutte le parti d’Italia! Ha suonato con numerosi artisti di fama internazionale come like Bill Evans, Joe Diorio, Mark Egan, Jeff Richman, Scott Kinsey, Jamie Findlay, Barrett Tagliarino, Richard Smith, John Stowell, Cathy Segal-Garcia, ecc.

 

 

Giuseppe Continenza


(foto web) 

Formatosi negli USA, Giuseppe Continenza si esprime con un linguaggio fresco, avanzato e fantasioso, ciò gli permette di collaborare artisticamente coi più importanti nomi del jazz internazionale (Joe Diorio, Bireli Lagrene, Dominique Di Piazza, Jimmy Bruno, Vic Juris, Gene Bertoncini, Jack Wilkins) esportando e facendo apprezzare all’estero un talento e una creatività tutti italiani. Nato in una famiglia di musicisti Giuseppe ha cominciato a suonare la chitarra all’età di sette anni, ha studiato chitarra classica al Conservatorio di Pescara e più tardi si è trasferito in California per studiare al Musicians Institute di Hollywood dove si è laureato con lode. Ha inoltre studiato privatamente a Los Angeles con alcuni tra i più rinomati chitarristi mondiali: Joe Diorio, Ted Greene, Howard Roberts, Ron Escheté, Scott Henderson, Don Mock, Pat Martino, Robben Ford, Jeff Berlin, Gary Willis e molti altri. Nel 1994 ha fondato a Pescara l’ “European Musicians Institute” che è una delle più competenti ed aggiornate scuole di musica europee.

 

 

Sergio Coppotelli  

 

In tutte le nobili arti l’artista creatore si spende nella ricerca di un’ autonomo e personale “modo di dire”. Questo basilare principio viene oggi troppe volte nel jazz disatteso. Fortunatamente vi sono chitarristi che, come Sergio Coppotelli, testimoniano ai giovani quanto sia essenziale, per raggiungere una personale cifra stilistica, mettere sempre al primo posto non l’esibizionismo, ma quella intelligenza musicale che conduce a sapersi guardare dentro. Dalla timbrica calda e pastosa questo entusiasta improvvisatore riesce a fare risaltare la sua ben calibrata pennata anche quando utilizza, con discrezione e sobrietà, il Chorus ed il Riverbero.

 

 

Alice  Crespi

Alice Crespi è nata a Busto Arsizio (VA) nel 1990.

Inizia il proprio percorso musicale all’età di quindici anni frequentando corsi di chitarra moderna presso l’ “Accademia Musicale di Villa Pomini” a Castellanza.

Accanto al percorso universitario, da due anni è iscritta ai Civici Corsi di Jazz della Scuola Civica milanese e suona in una formazione acustica realizzando cover jazz, pop e blues.

 

 

Claudio Cusmano

Pur avendo gettato le basi della chitarra jazz contemporanea, Metheny e Scofield troppo spesso disattendono il loro stesso operato naufragando nel consumismo e nelle deviazioni estetiche, a volte capita quindi che nel portare avanti il discorso originario alcuni loro seguaci riescano ad essere più coerenti ed efficaci dei maestri stessi. Questo è il caso di Claudio Cusmano la cui intelligenza e buon gusto riescono a fondere in un unico elemento complessità e spontaneità, rigore stilistico e comunicativa.

 

 

Joe Cusumano


(pubblico dominio)

Tutte le volte che il grande violinista-jazz americano Joe Venuti veniva in Italia per concerti, voleva accanto a sé il chitarrista siciliano Giuseppe Cusumano! Musicista dotato ed intuitivo, influenzato da Barney Kessel e Johnny Smith, ma non ignaro del contributo di Jimmy Raney, e Wes Montgomery, Cusumano si colloca a metà strada tra lo stile Swing e il Be-Bop. Naturalizzato milanese abitava praticamente al “Capolinea”, l’indimenticabile Jazz club milanese, ove sovente si è affiancava sul palco ai più importanti nomi del jazz internazionale, tra i quali Gerry Mulligan che (...come posso testimoniare perché ero presente!) volle con insistenza Cusumano accanto a sè.  Il rinomato mensile “Musica Jazz” nel 1969 gli dedicò un servizio di due pagine per farlo conoscere al grande pubblico del jazz. Joe Cusumano in persona incarica l ' ”Archiviochitarrajazz.it” di ringraziare “tutti quelli che gli hanno dato una mano!” e di contattarlo al numero tel. di Roma 06-39737644 e al sito www.joecusumano.it. perchè: ”Cusumano ha fame di contatto umano!” .

 

 

Sebastiano D’Amico

  (Note fornite dall'interessato)

Musicalmente nasco negli anni '70 affrontando lo studio della chitarra con l'aiuto di mio nonno Raimondo e del M° Licausi. Ho iniziato a suonare musica pop e avvicinatomi al jazz, con gli Asa Quartet mi sono esibito al "Messina Jazz Meeting". In seguito con un contrabbassista ho studiato il repertorio proposto da J. Pass e O. Pedersen. A Milano ho studiato chitarra jazz e teoria musicale al Piccolo Conservatorio di Milano con il maestro M° Paolo Cattaneo approfondendo in seguito studi classici con il M° Marco Spano. Il mio modo di suonare è l'insieme di diversi stili e piuttosto che la sola necessità di espressione solistica, a volte, fine a se stessa, ho sempre privilegiato la musica d'insieme (attraverso arrangiamenti armonici, melodici e ritmici) da condividere con gli altri musicisti. L'esperienza più intensa l'ho vissuta con il pianista A. Cappelletti, il batterista M. Pintori e il contrabbassista P. De Rienzo e con questa formazione ho inciso alcuni nastri con mie composizioni. Nel 2005 con un quartetto di ispirazione manouche, ho riproposto alcuni brani del repertorio di Django Reinhardt e Stephane Grappelli, quale tributo reverenziale a questi due grandi musicisti. Ho collaborato infine con Arianna Masini (voce) per circa due anni proponendo un repertorio di samba; bossa; jazz standard. Per un anno ho studiato presso la scuola di musica Cemm di Bussero (Mi) con il M° Walter Donatiello arricchendo il mio bagaglio di conoscenze musicali sull'armonia, sulla melodia e sul ritmo. Una guida per me fondamentale e uno stimolo ad approfondire sempre di più.

 

 

Fernando d' Anelli  

(Note fornite dall'interessato)

Appassionato del ritmo e del solismo eclettico, ama i Classici e la Sperimentazione.
Dopo aver percorso “Sentieri” Rock, Pop e Progressive, nella seconda metà degli anni ’80 è approdato alla Musica Jazz.
La sua ricerca verte maggiormente sullo studio delle Contaminazioni. 
Nel 2004/05 ha insegnato chitarra jazz nei laboratori di musica a progetto al Liceo  “Virgilio” di Vico del Gargano e dal 2003 al 2006 ha insegnato chitarra Blues e Jazz presso la “LIAMM” a Rodi G. con sede principale a San Severo.
Dal 2006 al 2008  ha posto in essere un progetto Etno-Jazz “Rodi Folk Jazz”, di cui è stato chitarrista e compositore/arrangiatore di brani inediti.
Da molti anni collabora con diversi jazzisti e promuove seminari, rassegne e concerti, partecipando con varie formazioni, dal Duo alla Big band.  Nel 2012 é stato chitarrista della Rodi Small Band del Dipartimento di Jazz del Conservatorio di Musica "Umberto Giordano"di Rodi Garganico. nel 2013 ha partecipato con Massimo Carafa alla prima edizione del Jazzit Fest di Collescipoli in Umbria, Avviando poi un progetto sperimentale con la vocalist Luana Croella che si é realizzato con l’uscita del Disco "elladan Jazz", presentato alla 2a edizione del Jazzit Fest di Luciano Vanni il 28 Giugno 2014.

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Sarà forse per campanilismo generazionale, ma ho la netta impressione che i chitarristi delle generazioni passate, quelli per intenderci che nel corso della loro formazione non hanno potuto usufruire dell’odierno “know how” e delle risorse della tecnica-informatica, abbiano un approccio all’improvvisazione e al linguaggio musicale, se vogliamo meno rigoroso e smaliziato ma, tutto sommato, più spontaneo e genuino di quello delle ultime leve. Fernando d'Anelli, musicista non “di primo pelo”, conferma ancora una volta questa impressione, conservando nel suo stile strumentale quell’ impronta personale che contraddistingue chi ha fatto suo l'essenziale requisito della vera improvvisazione.

 

 

Filippo Daccò


(pubblico dominio)

In un contesto troppo spesso caratterizzato da indifferenza e scarsa sensibilità culturale la figura di Filippo Daccò si distingue e sovrasta per competenza e spessore culturale, qualità che spesso gli sono state ricambiate con diffidenza e pregiudizio. Didatta tra i didatti, la scuola chitarristica di Daccò è l’unica in Italia ad aver a quel tempo sfornato tra i migliori jazzisti della scena nazionale, tutti strumentisti che portano in sé l’indelebile impronta del Maestro. Tommaso Lama, Augusto Mancinelli, Luciano Zadro e Gigi Ciffarelli sono solo alcuni tra essi. Chitarrista dalla concezione armonica e melodica molto avanzata, nelle sue dense e complesse improvvisazioni ogni nota, ogni diteggiatura ed ogni pennata erano scientificamente calibrate, tasselli di un mosaico nel quale ogni singolo elemento era funzionale all’ insieme e viceversa. Recependo le novità dei primi anni settanta, Daccò seguiva con interesse i contributi apportati dal George Benson jazzista (“So What”) e da Larry Coryell e John Mc-Laughlin (disco “Spaces”). Grande studioso dei dischi e dei metodi americani, frequenti erano le citazioni dei libri di Howard Roberts e Barry Galbraith, grandissima la sua considerazione per Barney Kessel, da lui considerato il principale emancipatore della chitarra moderna dopo la rivoluzione di Charlie Christian! Daccò rimaneva spesso incompreso nel suo ambiente medesimo, ambiente scarsamente sensibile alla ricerca personale, specialmente quando in contrasto con il conformismo delle tendenze dominanti e le mode del momento.

 

 

Mauro De Federicis  


(foto web)

Queste note sono scritte in tempo reale durante l’ascolto del CD “Minorismi” (Ed. Philology W159-2) inciso nel 1999! Non si può trattenere l’ammirazione per una musica ed un musicista carichi di swing e creatività. Un Jazz incisivo che, in un linguaggio aggiornato ed interessante, mette in evidenza una cifra stilistica che sgorga spontaneamente dall’entusiasmo e la forza vitale di un vero talento della chitarra jazz!

 

 

Bruno De Filippi


(foto privata)

Armonicista-jazz noto a livello internazionale e compositore (è suo il successo mondiale ”Tintarella di Luna”) Bruno De Filippi ha svolto la maggior parte della sua carriera come chitarrista-jazz e capo orchestra guidando tra le più rinomate e ricercate orchestre di musica da ballo a livello nazionale. Orchestre spesso composte da musicisti successivamente divenuti famosi cantanti di musica leggera, come nel caso di Lucio Battisti ed Enzo Jannacci. Bruno De Filippi ha accompagnato in qualità di banjoista Louis Armstrong al Festival di San Remo. Il Bruno De Filippi chitarrista-jazz si caratterizza in quanto strumentista garbato e swingante, dalla sonorità raffinata e sensibile e con un fraseggio sempre aperto ad inaspettate ed eleganti soluzioni che, a differenza di molti attuali chitarristi, rende riconoscibile la originale impronta dell’esecutore. Fraseggio che si sviluppa in modo personale e con fluidità nel solco tracciato da Barney Kessel ed Herb Ellis.

 

 

Roberto Deidda

(Note fornite dall'interessato) 

Roberto Deidda è un chitarrista di origine sarda che vanta una grande esperienza, prima nel campo della musica etnica, collaborando con molti musicisti della scena folk Sarda, e successivamente nel jazz avendo modo di cimentarsi in diversi progetti acustici e partecipare a diversi festivals in Europa. Nel 2000 vince il premio "la nuit de la guitare" a Losanna. L'ultimo progetto di questo chitarrista si intitola "Acustica" lavoro che propone sei brani eseguiti live in studio col batterista Daniele Russo. Roberto Deidda utilizza la chitarra acustica in tutti i brani accordandola in modo non convenzionale...(disamistade), il suono viene da lui abilmente trattato grazie ad un sapiente uso degli effetti e dei loop...(la danza, l'incubo africano), anche la voce viene campionata cantando davanti al pick-up della chitarra...(song for bill). Il progetto, basato sull'improvvisazione, è stato registrato integralmente in un'unica sessione pomeridiana e spazia da brani più lirici...(il volo della zanzara) a brani con un coinvolgente tiro ritmico...(hard bop), che rimandano pur sempre con una notevole impronta individuale alle ritmiche di Charlie Hunter o ad alcune sonorità "funky" di John Scofield. Daniele Russo sostiene efficacemente la ritmica con la batteria e un set di percussioni e propone un vero e proprio dialogo con la chitarra, la continua interazione evidenzia l'ottimo affiatamento tra i due musicisti che da anni collaborano a vari progetti. Ne viene fuori un sapiente uso delle esperienze jazzistiche dell'artista finalizzate alla proposta di una musica altamente creativa e mai scontata, fresca e piacevole; il giusto compromesso per chi ascolta jazz , ma cerca una musica ricca di improvvisazione e innovativa. Il lavoro è stato registrato al "Live Studio" di Cagliari.

 

 

Alessandro Di Benedetto 

Alessandro Di Benedetto nasce a Palermo il 16/06/1976 e nel 1989 inizia lo studio della chitarra a 13 anni, dopo una formazione classica di base a 15 anni inizia a studiare forme ed espressioni della chitarra jazz, studio che continua tutt'ora con grande entusiasmo e voglia di conoscere!Il suo stile, anche se molto molto personale, vede nelle figure di Joe Pass e Wes Montgomery da sempre due grossi punti di riferimento..nella sua tecnica troviamo molto presenti l'uso del walking bass e la predilezione all'uso delle dita senza disdegnare però l'uso del plettro di cui cura una personale collezione. Da parecchi anni lo si vede molto impegnato nell'insegnamento attraverso la collaborazione con diverse scuole di musica, inoltre privatamente tiene regolarmente corsi di chitarra e segue in maniera mirata un discreto numero di allievi a cui insegna il linguaggio del jazz..come musicista suona in diverse formazioni prediligendo in questo periodo forme essenziali delle stesse (duo, trio, quartet) nell'ambito del jazz e della bossa nova, tentando di diffondere oggi un suono comunicativo, che mira ad una musica da ascoltare godendo delle sensazioni trasmesse.Il suo motto è: svegliarsi ogni mattina con la fame di conoscere cose sempre nuove e persone umili con cui crescere!!Attualmente in lavorazione il primo album.Per qualsiasi contatto o info 3203891517,
FB: Alessandro Di Benedetto, e-mail: alleks33@hotmail.it

 

Cosimo Di Ceglie


(pubblico dominio)

  (Note di Roberto Ferrari)

originario di Andria, dove è nato nel 1913. Dopo avere studiato chitarra classica si trasferisce a Milano per svolgere attività nel campo della musica leggera. Comincia comunque ad interessarsi alle prime forme di jazz che si stavano diffondendo in Italia. Suona ed incide con Kramer e con varie formazioni con musicisti come Franco Mojoli , Michele d'Elia , Piero Cottiglieri evidenziando sulla chitarra acustica uno stile derivante più da Eddie Lang che da Django. Musicista preparatissimo ( Giovanni Monteforte, che frequentava assiduamente il suo studio musicale privato a Milano, testimonia che era in grado di leggere a prima vista le trascrizioni dei soli di Charlie Christian, eseguendoli con tutte le pennate in giù, e muovendosi longitudinalmente lungo la tastiera della chitarra). Monteforte testimonia anche che il suo stile, come si evince dalle incisioni, rievocava spesso quello di Charlie Christian e di Billy Bauer - Di Ceglie adotta la chitarra elettrica, probabilmente per primo in Italia, incidendo quattro facciate 78 giri con Enzo Ceragioli al piano, Michele D'Elia al contrabbasso e Giuseppe Ruggeri alla batteria nel 1946. Una delle sue incisioni vede peraltro un Gianni Basso sedicenne al sassofono! Sullo strumento elettrificato il suo stile è più a "riff" che sviluppato sulle armonie. Tenta di seguire la "moda" incidendo delle facciate con un gruppo che chiamò "Cosimo di Ceglie e il suo Re-Bop style" nel 1949 poi la sua attività jazzistica si dirada. E' forse il nome più importante (con Alfio Grasso, che, però, si esibiva in Germania)  prima dell' avvento di Cerri. Ha scritto anche canzoni leggere di successo come "Marilù".

 

 

Guido Di Leone

Musicista jazz,chitarrista,didatta, e' nato a Bari nel 1964,dove attualmente vive.

Molto prolifico come compositore, ideatore di gruppi e arrangiatore, ha inciso un centinaio di cd di cui circa la metà come leader, lavori pubblicati prevalentemente per le etichette "yvp Music" , "Philology " e Fo(u)r, di cui e' anche fondatore.

La sua spiccata capacità di accompagnatore e la buona conoscenza degli standard jazz lo porta spesso a suonare ed incidere frequentemente con i numerosi validissimi colleghi pugliesi, ma anche con noti artisti internazionali ( Mark Murphy, Jerry Bergonzi, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Jim Rotondi, Renato Chicco, Jim Snidero, Michele Hendricks, Tiziana Ghiglioni, Andy Watson, Claudio Fasoli, Gianluigi Trovesi, Franco Cerri, Gianni Basso, Ira Coleman,Gary Smulyan ,Dado Moroni ,Mal Waldron ..)

Nonostante l'intensa attività concertistica,in Italia e all'estero ( Australia, Cina, USA,Cuba, Etiopia, Svezia, Spagna, Germania, Emirati Arabi,Inghilterra,Siria,Belgio,Olanda,Francia, Croazia,Austria, Albania,Slovenia,Bulgaria,Romania,Polonia.....) ,Guido Di Leone e' spesso impegnato nell'organizzazione di rassegne Jazz e nella conduzione di programmi musicali televisivi.

E' direttore e docente di chitarra e armonia della scuola musicale Il Pentagramma di Bari, da lui stesso fondata nel 1985.
Dal 2004 al 2014 ha insegnato chitarra jazz nei corsi accademici di primo e secondo livello del Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari.

Del 2002 e' il testo " Metodo facile e completo di Teoria Jazz" pubblicato dalla casa editrice "Sinfonica Jazz -Carish" ,anche tradotto del sistema per non vedenti " Braille". Del 2012 e' il "Guido Di Leone Real Book "edito dalla "Fo(u)r".

Stilisticamente identificato nell'aria del modern mainstream, ha da sempre mostrato un particolare interesse per le sonorità del chitarrista Jim Hall, tanto da dedicargli il suo primo lavoro discografico del 1991 "All for Hall" ,ben accolto dal grande Jim .

 

Lamberto Di Piero

(Note fornite dall'interessato) 

Nato a Milano nel 1962, ha conseguito il Diploma Accademico di II° livello relativo al biennio di specializzazione in “Discipline Musicali: Jazz” presso il Conservatorio di Musica di Perugia il 18 aprile 2008. Ha conseguito il Diploma Accademico di I° Livello in “Jazz, musiche improvvisate e musiche del nostro tempo” presso il Conservatorio di Musica G. B. Martini di Bologna nel luglio del 2003. Ha studiato violino nell’ambito della musica classica sostenendo gli esami presso i Conservatori di Musica di Perugia e G. Rossini di Pesaro. Contemporaneamente ha studiato chitarra jazz ed armonia jazz frequentando i seminari di qualificazione professionale di Umbria Jazz e Siena Jazz; per anni ha seguito i corsi di perfezionamento presso la Cooperativa “Il paese degli specchi” di S. Lazzaro di Savena (BO) sotto la guida del M° Tomaso Lama. Ha frequentato seminari di famosi musicisti internazionali: Franco Cerri, Giorgio Gaslini, Jim Kelly, Toni Esposito, Roberto Ciotti, Bruno Biriaco, Eddie Wied, Gary Burton, Mick Goodrick. Da molti anni svolge attività didattica come docente di chitarra elettrica e di chitarra jazz presso istituti musicali privati o comunali delle Marche. Nel ’92 e ‘95 ha tenuto seminari di improvvisazione jazzistica nell’ambito dei convegni nazionali di studi “Il colore della nuova esperienza” a Serra S. Quirico (AN) ed a S. Vittore di Genga (AN). E’ stato collaboratore di Tomaso Lama nel corso di improvvisazione jazzistica “Fare Jazz” organizzato dall’istituto musicale “Ars Musica” di Chiaravalle (AN), giunto alla dodicesima edizione, nel quale ora riveste il ruolo di direttore artistico, docente di teoria ed armonia jazz e di tecniche dell’improvvisazione. Nel ’99 ha ricoperto il ruolo di docente di tecniche chitarristiche nel corso di formazione professionale per “addetto alla manutenzione di strumenti musicali” promosso dal Centro Sperimentale di Design di Ancona, corso autorizzato e finanziato dalla Provincia di Ancona e dal Fondo Sociale Europeo. Suona come chitarrista in diverse formazioni, dal duo al quintetto, nell’ambito della musica jazz e della musica etnica. Con il gruppo ”F Jazz Quartet” esegue brani di propria composizione. Con il “Careful Trio” propone un repertorio di brani composti o incisi dal chitarrista Jim Hall. Nell’88 ha partecipato al festival “Umbria Jazz” con la “Terni Jazz University Big Band” diretta dal M° Bruno Tommaso.

 

 

 

Sandro Di Pisa

 

  (Note fornite dall'interessato)

Nato a Milano nel 1960, Sandro Di Pisa è un personaggio eclettico: chitarrista jazz, ma anche musicologo, didatta, arrangiatore, cabarettista-cantautore. Ha suonato nei contesti più svariati con innumerevoli musicisti europei, meritandosi la fama di "juke box vivente" per la vastità e versatilità del suo repertorio. Negli ultimi anni si è dedicato soprattutto ad una originale rilettura del repertorio swing tradizionale e del mainstream jazz, generi in cui si può considerare uno dei pochi specialisti italiani. Tipico del suo stile è l'uso di ironiche citazioni improvvisate, tratte spesso e volentieri da materiali musicali non propriamente jazzistici: sigle televisive, cartoni animati, jingles pubblicitari, motivetti di successo. Un modo ironico di concepire la creatività musicale che si riassume nel suo progetto "Ridere con le orecchie". Alla guida del proprio Trio ha inciso i dischi autoprodotti Night in viale Tunisia, Ridere con le orecchie- Scomposizioni.

 

 

Ignazio Di Salvo

(Note fornite dall'interessato)

Chitarrista molto eclettico e versatile, dotato di una passione per la musica a tutto tondo che gli consente di dedicarsi con successo ad un ampio ventaglio di generi diversi, dal rock alla fusion, dal jazz classico al gipsy, dal blues allo shredding, mantenendo sempre una forte componente di liricità unità ad una solidissima preparazione tecnica virtuosa. Considerato sin da giovanissimo un nuovo talento della chitarra moderna italiana. Ignazio di Salvo nasce il 10/12/85 ad Agrigento, città della Sicilia. La sua storia musicale inizia all’età di sette anni. Figlio d’arte, viene infatti avviato allo studio del pianoforte dalla madre, ma solamente qualche anno dopo verrà incoraggiato allo studio della chitarra classica sotto la guida del M° Francesco Buzzurro. A dodici anni nasce la passione per il rock e la musica moderna. Inizierà così un percorso di studi chitarristici in ambito Rock-Fusion sotto la guida di Andrea Quartarone alla “Guitar Academy” di Catania, percorso che lo porterà, anni dopo, ad essere scelto tra i migliori allievi dell’Accademia per partecipare al secondo disco della Guitar Academy d’imminente uscita, nel quale interpreterà un brano di C. Corea. Conseguiti la Licenza di Teoria e Solfeggio ed il Quinto anno di Conservatorio come privatista, prende parte (appena sedicenne), ai Seminari Senesi di musica Jazz studiando con T . Lama (chitarra), S. Zenni (teoria ed analisi), P. Tonolo (ear training), F. Petreni (musica d’insieme). A quattordici anni incide il suo primo demo rock con la band “Apeiron” partecipando in seguito a numerose manifestazioni ed eventi musicali tra i quali Sanremo Rock. L’anno successivo incide un secondo demo con la band progressive-rock “Entropia” . Ma sarà il suo primo demo strumentale “Where do the thoughts come from?”, composto a 16-17 anni, che gli farà conquistare il titolo di giovanissimo talento e futura promessa chitarristica italiana. Recensita infatti dalle riviste e webzines del settore (Metal Shock, Chitarre, Raw&Wild, Rockeggiando.it , Truth in shredding… ), ed ascoltata da molti “addetti ai lavori”, la lunga composizione di quasi quaranta minuti nella quale suona tutti gli strumenti, mette in luce l’estro e la versatilità del chitarrista, che alterna momenti musicali e stili differenti permeati comunque da una forte matrice prog-rock . Ha svolto inoltre due anni di attività live con la funk-acidjazz band “Free Sound”, attiva nei locali siciliani e non solo con la quale ha preso parte al musicol “Greese” rappresentato durante il “Global Education Festival” nel teatro Ariston di Sanremo. Ha preso parte ai seminari di J. Batten, Steve Trovato, Richard Smith, Walter Donatiello. Trasferitosi a Milano dopo la maturità scientifica, avrà la possibilità di studiare al CEMM di Bussero con Andrea Vendramin e Walter Donatiello, che gli forniranno solide basi jazzistiche per i suoi sviluppi futuri. Laureato in Economia Aziendale presso l’Università “Bocconi” di Milano con una tesi dal titolo “Le strategie di valorizzazione del prodotto di nicchia: Il caso EGEA ed il Jazz Italiano”. Sta attualmente perfezionandosi presso i "Civici Corsi di Jazz" dell’Accademia Internazionale della Musica di Milano studiando con Franco Cerri (chitarra), Riccardo Bianchi (chitarra),Giovanni Monteforte (chitarra) Marco Vaggi (musica d’insieme), Luigi Peruffo (Teoria), Gabriele Comeglio (armonia ed improvvisazione), Giorgio Ubaldi (Coro). Per info www.ignaziodisalvo.it ; www.myspace.com/disalvoignazio

 

 

Alessandra Di Toma

 

Inizia lo studio di chitarra classica all’età di undici anni. Negli anni delle scuole superiori si avvicina alla musica moderna, soprattutto al blues, e continua lo studio dello strumento da autodidatta. Per  un anno studia pianoforte. Si avvicina alla musica ed ai ritmi africani, studia e suona le percussioni ormai da diversi anni, con il  maestro Lorenzo Gasperoni. Si appassiona al jazz e frequenta il corso di chitarra jazz presso l’associazione musica aperta, tenuto dal maestro Manuel Consigli. Inizia a insegnare chitarra privatamente e dal 2011 insegna presso “l’Accademia pentagramma” a Milano.
Attualmente studia chitarra jazz presso i Civici Corsi di Jazz di Milano.

 

 

Moreno D’Onofrio

(Note fornite dall'interessato)

Nasce a Torino il 13 Agosto 1961.Inizia a suonare la chitarra all’età di 10 anni,e matura  le prime esperienze musicali suonando musica leggera. Dopo i 15 anni partecipa alle prime rassegne musicali organizzate dal comune della sua citta’. Musicista autodidatta, scoprirà di li a  poco la passione per la musica jazz e classica che lo porterà a dedicarsi allo studio della chitarra classica, studio poi integrato e approfondito con quello dell’improvvisazione jazzistica. Musicista che predilige contesti di jazz acustico e che trova la dimensione ideale in formazioni ridotte quali il duo, il trio,il quartetto. Nel 1988 costituisce il quartetto "Interplay", formato da musicisti dell’area piemontese, esibendosi in jazz club e teatri del nord Italia Nel  1993 assiste ad un seminario tenuto dal grande chitarrista statunitense Jim Hall,con il quale avra’ modo di duettare "Moreno,Thank you for playing so beautifully" J.H. Nel dicembre 1995 in occasione di una rassegna di musica classica presso il Teatro Agnelli (Torino) viene invitato a tenere un concerto per chitarra "solo", dove suonerà Improvvisazioni jazzistiche "For Acoustic Jazz Guitar". Nel Maggio 2001 si esibisce con il chitarrista di Boston Garrison Fewell .Nel Maggio 2002 si esibisce con l’arpista di New York Park Stickney. Nel 2003 ha collaborato in Trio con Ares Tavolazzi (cb) e Luigi Bonafede (dr).  Nel 2004 ha tenuto concerti a Londra suonando alla Royal Festival Hall e in jazz club (jazz live St.Giles Church) con Ben Hazleton (cb) e Seb Rochford (dr). Viene invitato per partecipare alla 7^ Rassegna Internazionale Jazz di Moncalieri (TO) sempre nel 2004 collabora in trio con Toni Arco(d) e Lucio Terzano(b)

Nel 2005 registra in trio con Luciano Milanese(cb) e Carlo Milanese(dr) il Cd Love Letters Jazz Guitar Trio(Music Center BA 093) Presentazione Radio 3 Rai nel programma (Battiti) "Uno strumentista impeccabile, dal timbro ovattato e suadente; il gusto musicale altissimo in ogni traccia e’ sempre preferito al virtuosismo,  un disco che non si smetterebbe mai d’ascoltare" (Luca Bandirali) recensione per Jazzitalia. Nel 2006,ha costituito il Jazz Duo con il contrabbassista Ivano Sabatini registrando il Cd Laverne Walk Jazz Duo (Music Center BA 132) e viene invitato per la presentazione (live) a Radio 3 RAI nel programma Piazza Verdi(nel 2007) Nel 2007 inizia la collaborazione con il compositore,armonicista,contabbassista e pianista Luigi Ferrara con cui costituiranno lo SPECIAL JAZZ DUO e registreranno il Cd STANDARDS X FOR 4 FOUR in quartetto(Music Center BA 180)Nel 2008, Marcus Woelfle di  RADIO BAYERN Radio della Baviera(G)  gli dedica un programma riservato ai musicisti jazz italiani.(Italienischer Jazz der Gegenwart: Der Gitarrist Moreno D’Onofrio)Nel 2010 registra DREAM DANCING con lo Special Jazz Duo(Ultra Sound Records-CD 064/S)Nel Febbraio 2010 viene invitato  per la presentazione (live) a Radio 3 RAI(Piazza Verdi)per la presentazione del nuovo Cd. Nel 2011 registra TAKE 8 con il Cool Jazz Trio(Ultra Sound Records-Cd 091/S Nel Luglio 2012 viene invitato a suonare alla House of Jazz di Montreal(Canada)con alcuni componenti della band di Gino Vannelli. Collaborazioni recenti con Marco Panascia(b) Enzo Zirilli(d)Renato D'Aiello(s)Dave Fleming(b)Dominic Mullan(d)Hugh Buckley(g) Gilles Carreau(p) Mathieu Gagne'(b)Richard Beaudet(t.s) Michel Berthiaume(d)Michele Bozza(s)Yuri Goloubev(b)Marco Bianchi(p)Marco Bianchi(v)Roberto Tarenzi(p)Liam Dunachie(p)Deelee Dube(v)e molti altri...

I CD sopra elencati,sono distribuiti e venduti in quasi tutto il mondo(U.S.A.,Giappone,Europa,Australia,Brasile) Come esperienza didattica, dal 1988 insegna chitarra ed armonia jazz, storia del jazz e ascolto guidato presso l’Istituto Musicale Civico della Città di Rivoli (To) e dal ‘95 al ‘97 ha tenuto corsi di chitarra jazz, armonia, teoria, solfeggio, tecniche dell’improvvisazione e musica d’insieme organizzati dalla Scuola Civica del Comune di Torino.

Dal 2002/2003 ha insegnato chitarra jazz e moderna presso il Civico Istituto Musicale Brera di Novara

Dal 2016 insegna presso la Scuola di Formazione Musicale Citta' di Torino( Fondazione Teatro Regio/Civica)

"Il jazz è un mezzo di espressione come tanti altri, ognuno deve trovare la propria dimensione e questo vale per qualsiasi forma di comunicazione" (Moreno D’Onofrio) http://www.accordo.it/articles/2009/07/25568/moreno-d-onofrio-the-delicate-sound-of-jazz.html

Recensioni

Moreno D’Onofrio, chitarrista visto dalla critica jazzistica contemporanea come: "Uno strumentista impeccabile, dal timbro ovattato e suadente.( Luca Bandirali per Jazzitalia); http://www.jazzitalia.net/recensioni/loveletters.asp

"Pizzica la sei corde con un tocco maturo, frutto di un continuo evolversi dovuto a più di trent’anni di chitarra. Gli assolo sono invece il risultato di una certa ricerca dell’espressività e non risultano mai invadenti, mai inclini al semplice virtuosismo tecnico". (Giuseppe Andrea Liberti per Jazzitalia) http://www.jazzitalia.net/recensioni/standardsforfour.asp

  La tecnica di D’Onofrio spicca in maniera brillante nella bellissima "I’m A Fool To Want You" e nella title-track "Laverne Walk", dove il chitarrista piemontese, sostenuto dalla robusta ritmica del contrabbasso, ha modo di esprimere la propria raffinatezza nell’uso dello strumento senza mai cadere in un banale e scolastico virtuosismo. D’Onofrio forte della lunga esperienza musicale e didattica è riuscito a trovare in questo album la giusta alchimia tra i due strumenti, brani come "Where Or When", "With A Song In My Heart" e "Come Rain Or Come Shine" sono tutti contraddistinti dal fluente susseguirsi di chitarra e contrabbasso nell’esecuzione dei soli e nell’accompagnamento. (Enzo Saba per Jazzitalia) http://www.jazzitalia.net/recensioni/lavernewalk.asp

Immenso il lavoro del chitarrista che dimostra di avere un grande senso ritmico. L’esperienza di D’Onofrio nel suonare in formazioni ridotte lo ha portato a riempire il più possibile gli spazi in modo da non far "rimpiangere" l’assenza di un batterista. L’uso sapiente degli accenti da parte di D’Onofrio serve a dare la giusta importanza a ogni nota. L’assenza della ritmica pianistica pone in evidenza quanta attenzione D’Onofrio dedichi alle dinamiche tra accompagnamento e solo. (Pierfrancesco Falbo per Jazzitalia) http://www.jazzitalia.net/recensioni/dreamdancing.asp

Altre Partecipazioni: 

Ha suonato per: Lecco Jazz, Cremona Jazz, Festival Jazz di Monteroduni (Eddie Lang Jazz Festival – Isernia), l’Unione Musicale, Jazz for Greenpeace, Guitar Interactive (applicazione multimediale per PC sulla chitarra

jazz e blues) Teatro del Castello di Rivoli, G.R.E.A. (Gruppo Ricerca Europea Arte),Circolo degli Artisti(TO) Auditorium di Montceau-Les Mines (F)Ravensburg Jazz Festival(G) RAI 2  TV(Sereno Variabile) Aarau Jazz Festival(CH),Zurich Jazz Festival(CH),Baden jazz(CH)Jazz tra le quinte(Osimo)Autunno Musicale(Beinasco) Le strade del jazz(Ancona Jazz)Ronnie Scott(London) JJ'Smith's(Dublin)Upstairs at the Ritzy(Brixton Oval- London)

 

 

Gabriele Falchieri


(foto dal sito web)

Chitarrista jazz dal suono nitido e cristallino, pur esprimendosi con un fraseggio controllato, lineare e cantabile, che potrebbe rimandare all'approccio melodico del nero Grant Green, ha tuttavia una spiccata inclinazione per la scuola bianca degli anni '50 e '60 ispirandosi alla musica dei coolsters Barry Galbraith e Jimmy Gourley. Nato a Bologna il 3/12/1967 a 9 anni intraprese lo studio della chitarra incuriosito dal suono dello strumento stesso e spinto dagli impulsi che gli trasmetteva la musica in generale. A 13 anni iniziò a frequentare le lezioni private di Giuseppe Govoni, col quale approfondì le conoscenze di teoria musicale e armonia, oltre a quelle strumentali. Dopo 2 anni cominciarono le prime esperienze professionali con orchestre da ballo locali ma sopratutto, selezionando tra vari generi musicali, maturò il suo viscerale amore per il JAZZ! A 20 anni entrò nell'orchestra del sassofonista Vincenzo Serra e poco più tardi, nella più famosa orchestra di liscio classico CASTELLINA-PASI, dove rimase per 4 anni. Nello stesso periodo, (1992) allargò i suoi orizzonti migliorando linguaggio e stile musicale grazie alle lezioni di armonia e improvvisazione impartite dal chitarrista jazz Sergio Mandini. Argomenti approfonditi negli anni successivi come autodidatta (1994-2004). Pur frequentando musicisti nell' ambito del jazz bolognese non abbandonò mai le orchestre da ballo, finchè nel 2000 rientrò con Castellina-Pasi dove milita tuttora. Gli ultimi anni lo hanno visto impegnato in una lunga serie di incisioni discografiche di diversi generi musicali, collaborando con Henghel Gualdi, Vincenzo Serra ed altri musicisti del circuito bolognese. Da ricordare infine l' incisione di 4 CD autoprodotti, uno dei quali in collaborazione col valente pianista-vibrafonista Annibale Modoni.

 

 

Sergio Farina

 
(pubblico dominio)

Precursore dell’odierna chitarra-jazz postmoderna Sergio Farina è il capostipite in Italia della lunga serie di chitarristi che amano sia mischiare il jazz con altri generi musicali che “rinforzare” il suono della chitarra con effetti elettronici. In quest’ultima pratica però Farina si è sempre mantenuto nei limiti della sobrietà e del buon gusto, possedendo peraltro un bellissimo tocco che certo non fa rimpiangere gli effetti. Stilisticamente riconducibile alle sperimentazioni sia del John Mc Laughlin di “Extrapolation” che della “Mahavishnu Orchestra” Farina appartiene ancora, fortunatamente, a quella cultura musicale immune dal commercialismo e impegnata nella militanza, e ciò lo rende di gran lunga più dignitoso e interessante dei suoi successori e lo mantiene proficuamente predisposto alle esperienze del Free-Jazz e dell’avanguardia. Rinomato "lettore a prima vista", Farina può essere considerato il numero-uno tra i turnisti italiani da sala di incisione.

 

 

Simone Fedetto

(Note fornite dall'interessato)

  Sono nato nel 1979 a Roma. E già da un po' mia mamma mi dava note da bere e da mangiare. Mio padre mi fece ascoltare la classica fin dai primi anni e quando ne compii sei, mi regalò una chitarra classica e mi fece andare a lezione. Da allora non ho più smesso di imparare e di suonare. Ho studiato con maestri privati, al M.I. Los Angeles e in Civica a Milano. Ho suonato in tante realtà differenti, ma sempre con gusto e divertimento e cerco sempre di mettere tutto me stesso in quel che faccio. Adesso insegno all'Accademia di Musica Moderna a Milano e alla Musik Factory di Magenta. Intanto collaboro con la Bluescore con la quale abbiamo realizzato la colonna sonora della trasmissione "Chat", in onda su radio due dal 10 settembre '07. Il brano "Pinto di Domanda" e' tratto dalla sonorizzazione di questo programma. Nel frattempo coltivo un progetto pop/rock italiano con meravigliosi musicisti e con risultati più che soddisfacenti. Il brano "Sangue di Lucciole" ne è una splendida prova. Spero che vi piaccia. Di recente formazione, l'hammond trio faticosamente costituito insieme all'inseparabile Matteo e al vorticoso Daniele, entrambi colleghi dell'AMM, ha gia' compiuto il suo primo passo da neonato e i due brani appena aggiunti sono il frutto di una registrazione semi casalinga.

 

 

Pierluigi Ferrari

Nato a Siviglia (Spagna) da genitori italiani, si muove inizialmente nell'area del jazz suonando in varie formazioni. Nell'anno 1999 ha pubblicato il Cd "Tangueria " per la Compingo , nel 2001 ha collaborato con Daniel Pacitti nella realizzazione di una versione argentina della famosa opera "Carmen" nel 2002 il recital di musica e poesia con Annamaria Musajo e l'attrice Annig Raimondi. negli anni seguenti partecipa a numerosi concerti organizzati dalla provincia di Milano in varie formazioni, sempre nel contesto della musica argentina nel 2005 suona anche al "Blue Note" di Milano con Annamaria Musajo e il bandoneonista argentino Gerardo Agnese e partecipa alla importante rassegna estiva dei giardini Estensi di Varese ed infine la collaborazione con Miguel Angel Zotto considerato il più grande ballerino di tango contemporaneo. Nell’agosto 2011 ha suonato in duo con Giovanni Monteforte al “Festival Internazionale Della Chitarra” di Menaggio (CO) proponendo un progetto imperniato sul repertorio gipsy di Django Reinhardt 

 

 

Roberto Ferrari


(foto web)

Arriva alla chitarra jazz (e al banjo) dal rock e dal blues alla fine degli anni '70. La sua attività si è prevalentemente concentrata sui generi Swing e Dixieland, suonando con vari gruppi dell'area milanese come Swingology, la Hopeless Jazz Band, etc. Ha al suo attivo diverse incisioni con la Hopeless Jazz Band. Musicista autodidatta predilige accompagnare in "in quattro" nello stile dei grandi musicisti Swing uscendo di tanto in tanto con soli ad accordi e/o single string. Suona una Hofner "Attila Zoller" e una Gibson L7.

 

 

Umberto Fiorentino  

 

Mente pensante della chitarra jazz italiana e sensibilità creatrice Umberto Fiorentino di esplica in un fraseggio elaborato e introspettivo e in una ricerca musicale a tutto tondo che non scade mai nel consumismo e nella banalità ma è sempre in grado di produrre apporti carichi di profondità e innovazione.

 

 

Alessandro Florio

 

Come abbiamo più volte ripetuto la scena contemporanea della chitarra-jazz, anche in Italia, è popolata da tantissimi nuovi chitarristi dotati di grande tecnica strumentale e di un ben fornito bagaglio di conoscenze teoriche e metodologiche (“know-how”), la maggioranza di essi però, non essendo cresciuta e maturata nello spirito del jazz-moderno, ma nel contesto abbastanza desolante del post-modernismo, non possiede i presupposti culturali necessari a sospingersi con efficacia sulla difficile strada della ricerca personale. Rifacendosi tutti, conformisticamente, allo stesso modello vincente sponsorizzato dai media, tendono tutti ad assomigliarsi, col risultato di annullarsi a vicenda in un appiattimento generale e senza produrre per il jazz nulla di buono.  Però per ogni regola vi è sempre un eccezione e questa eccezione oggi in Italia si chiama Alessandro Florio! Conoscendo la sua modestia so benissimo che il primo a non essere d’accordo con questa mia affermazione sarebbe proprio lui! In questo caso però basterebbe sostituire alle parole la musica e andarlo ad ascoltare su www.mypace.com/alessandroflorio per fugare ogni dubbio. Certamente per capire la sua musica ci vuole una particolare sensibilità, si invitano quindi i ”podisti della chitarra pirotecnica” ad astenersi dal “proferir parola”! La musica del giovanissimo Alessandro Florio, intensa e introspettiva, è ricca di qualità rare! Radicata nelle più avanzate acquisizioni della chitarra moderna da Jim Hall a Ed Bickert e Dennis Budimir (ma anche rievocando a tratti Rollins e Ornette!) viene riproposta, con un raffinatissimo repetorio e in una nuova sonorità, con la freschezza giovanile di chi vive la contemporaneità in tutte le sue istanze più positive, sapendo selezionare ed escludere il ciarpame postmodernista da cui purtroppo non sono immuni le nuove generazioni!

 

 

Nino Frasio

E' nato musicalmente nel 1964 come chitarrista e banjoist e si è dedicato quasi esclusivamente al Jazz Classico. Ha intensificato così lo studio del banjo (che suona in entrambe le accordature canoniche, tenore e plectrum) ed ha partecipato alla serie di trasmissioni di carattere culturale Musica Insieme, prodotta dalla RAI, per esemplificarne l'uso nell'ambito del Jazz. Nel 1972 ha fondato la Olympia Ragtime Band, dedita alla riscoperta ed alla ri-proposizione del primo Jazz - quello di New Orleans . Ha partecipato, come chitarrista e banjoist nei gruppi guidati da Vittorio Castelli, a numerose trasmissioni radiofoniche live della serie ‘Jazz in Diretta’ prodotte e diffuse dall'emittente privata milanese EUROPARADIO. Nel 1992 ha fondato la Odd Fellows New Orleans Quartet & Band con l'intento di dare spazio ai giovani musicisti appassionati di Jazz Classicoi. Nel 1999 ha rinsaldato il sodalizio musicale con Vittorio Castelli entrando a far parte, come chitarrista, della sua Blue Feeling Orchestra: la band si dedica all'esecuzione del primo repertorio ellingtoniano ed ha partecipato, tra l'altro, al Jazz Festival di San Marino ed a quello di Lugano. Dal settembre 2000 è rientrato a far parte, al banjo, dell'organico della Olympia Ragtime Band. Nel corso del 2002 è entrato inoltre a far parte dei Milano Rhythm Kings, guidati dal  notissimo trombettista Giorgio Alberti. L'anno 2005 ha visto la nascita del Francesca Cara Trio al quale Nino Frasio partecipa come chitarrista. Nel 2007 Roberto Meroni, fondatore e leader dei Savannah Serenaders, lo ha cooptato al banjo ed alla chitarra in questa interessante formazione il cui repertorio comprende i cavalli di battaglia delle prime big band, con orchestrazioni ricostruite filologicamente attraverso l'ascolto delle incisioni originali. Tra i molti musicisti stranieri con i quali ha avuto la fortuna di suonare, ricordiamo la Criterion Brass Band (GB), Bill Carter (USA), Herbert Christ (D), Bernard Flegar (D), Teddy Fullick (GB), Jim Gunton (GB), Kenny Milne (GB), Emile Martyn (GB), Rudy Balliu (B), Philippe Desmet (B), John Service (GB), Rowan Smith (AU), Stephan Uhr (D), Geoff Bull (AU).Per contatti e informazioni: Nino Frasio web: www.frasio.it

 

 

Roberto Frizzo


(foto web)

  (Note fornite dall'interessato)

Durante gli anni sessanta e settanta, si afferma come session man richiesto da noti artisti e formazioni italiane. Nella sua carriera, stringe amicizia con Joe Cusumano, Demetrio Stratos, Franco Cerri, Bruno De Filippi e personalità del jazz milanese. Dal '68 al '70 è con Larry Nocella, Tullio De Piscopo, Mario Rusca e Joe Cusumano presso il Capolinea di Giorgio Vanni. Per qualche anno, dal 1972, è con Giorgio Vanni presso il Teatro Tenda di Milano: lì per anni suona con Joe Cusumano, Giovanni Monteforte, Paolo Tomelleri e ancora Mario Rusca. Nel medesimo periodo si alterna con il Joe Cusumano Quartet ai grandi raduni jazz di Pieve Porto Morrone e al Nautilus di Gallarate. Nel 2003 e 2005 suona presso la casa di Giuseppe Verdi di Milano con Franco Cerri, Gino Mescoli e Bruno De Filippi. Attualmente Roberto Frizzo si esibisce con un gruppo jazz milanese, il Sestetto Caravan, fondato da esso nel 1996 e composto da Marco Giambelli (piano), Rossana Ruffini (voce), Marco Bartolucci (batteria), Ezio Allevi (Sax) e Daliso Cervesato (basso).

 

 

Giuseppe Gallucci

 

Giuseppe Gallucci, insegnante aggiornato e competente ed esperto chitarrista professionista di musica leggera, con un tocco blues tagliente ed incisivo che richiama quello del contemporaneo John Scofield, esprime un fraseggio jazz rigoroso e pacato che mantenendo una autonoma connotazione personale, rimanda per logica costruzione melodica ai moderni Barney Kessel e Joe Pass.

 

 

Sandro Gibellini

   

Sin dalle prime note la musica di Sandro Gibellini ci giunge con significativa intensità in uno sviluppo spontaneo avulso dai trucchetti e gli espedienti oggi in gran voga. Una musica calda ed espressiva dal ritmo efficacemente punteggiato e dal timbro palpitante ed elastico. Con una sapiente e competente scelta del repertorio la sua proposta si esplica sia sugli standards che su composizioni originali. Stilisticamente e poeticamente è imparentato col primo Jim Hall dei dischi "The Bridge" e "Interplay", così come con i canadesi Ed Bickert e Lorne Lofsky.

 

 

Daniele Giugno

Studente dei Civici Corsi di Jazz di Milano ha maturato il suo particolare modo di esprimersi a contatto non solo dei chitarristi moderni (bebop), ma anche ascoltando ed eseguendo il repertorio del jazz tradizionale accompagnando in duo la cantante Vanessa Tagliabue. Ciò lo pone nell’area estetica di quel chitarrismo ad accordi che da George Van Eps passa attraverso Bucky Pizzarelli per giungere al Joe Pass dei dischi Pablo (“Virtuoso”) e dei duetti con Ella Fitzgerard..   (di Giovanni Monteforte)

 

 

Piero Goglia



Il jazz è un genere musicale radicato nella difficile arte dell'improvvisazione, ma ancor più difficile è trasmettere improvvisando il più autentico feeling tipico del jazz e ciò non si può "improvvisare", ma è frutto di anni e anni di maturazione! Piero Goglia è un artista il cui linguaggio sgorga con estemporaneità dal più autentico vissuto jazzistico!  (di Giovanni Monteforte)

 

 

Enzo Grillini

 
(pubblico dominio)

(note di Roberto Ferrari)

 Valoroso chitarrista attivo principalmente a Roma dapprima con l'orchestra 013 di Piero Piccioni (dal 1945 - vedi foto con una delle prima arch top viste in Italia) e successivamente , oltre che in RAI , con orchestre e piccoli gruppi di Armando Trovajoli e Piero Umiliani. Con questi incide varie volte : da ricordare col primo "Softly" del 1959 - su RCA - con Trovajoli - piano , Gino Marinacci - flauto e sax , Franco Chiari - Vibrafono , Berto Pisano - contrabbasso e Sergio Conti - batteria ; con la big band diretta da Umiliani incide tra gli altri lavori , " Parole e Musica" accompagnando Helen Merrill. I suoi soli evidenziano una piacevole vena Kesseliana.

 

 

Jeanne Hadley

Jeanne Hadley è nata il 27/ 01 / 1990 a Milano. Ha studiato chitarra classica dal 1997 al 2007 prendendo lezioni private, poi ha interrotto gli studi classici per cominciare a interessarmi al jazz. E’ in questo periodo che ha scoperto il piacere di cantare gli standars del jazz accompagnandosi con la chitarra. Nel 2010 si è iscritta ai Civici Corsi di Jazz di Milano per studiare sia canto che chitarra jazz.

 

 

Giorgia Hannoush

Dal suono caldo e corposo la giovanissima Giorgia Hannoush (classe 87) propone con freschezza e spontaneità  un jazz filologicamente radicato nella più nobile tradizione della chitarra, facendo rivivere quella delicata sensibilità  propria di chitarristi come Oscar Moore e Billy Bauer. Nata a Carpi (Mo) inizia a suonare la chitarra a 12 anni ed entra a fare parte del GOE (Giovane Orchestra Elettroacustica). Studia privatamente per quattro anni sotto la guida di Roberto Andreoli e da maggio del 2003 frequenta i corsi di chitarra e armonia all'accademia di musica A.I.A.C con l'insegnante Giuseppe LaMonica; attualmente frequenta il corso avanzato. Ad aprile 2005 partecipa a Dublino alle audizioni del World Scholarschip tour promosse dalla Berklee college of Music di Boston e vince una borsa di studio. Ha seguito i seminari di Scott Henderson, G.Trovesi , Ben Monder e Tony Moreno. Attualmente frequenta il terzo anno del corso di laurea in "Jazz e musiche improvvisate del nostro tempo" presso il conservatorio "F.Venezze" di Rovigo studiando con il M.Marco Tamburini e il M.Sandro Gibellini. Ha studiato jazz presso il conservatorio A."Boito" di Parma con il M.Carlo Morena e il M.Alberto Tacchini. Ha suonato con vari gruppi giovanili e con le Flight of Fancy band tutta al femminile che proponeva un repertorio sia di cover che di brani inediti. Da settembre 2007 suona con il duo musicale Black Eich's (voce Debora Bellei) che propone arrangiamenti in chiave acustica di brani swing, blues e rock. A marzo 2008 partecipa, nell'ambito del Piacenza jazz fest,al concorso nazionale "Note di Donna" per compositrici jazz e vince il premio del pubblico con il brano "Summer Night in Madrid." A maggio 2008 partecipa al premio "giovane in jazz 2008 " promosso dall'associazione jazz Lighthouse di Genova e si classifica seconda. A settembre 2008 partecipa a due importanti Festival : Festival della Filosofia di Modena con la sua formazione "Giorgia Hannoush e Simone Arletti duo" e Woma Jazz nell'ambito della Notte Bianca di Cesena con il progetto inedito "Jazz Women Tribe" lavorando con L.Fontana, D.Di Majo., C.Palazzi e B.D'Alessio. Attualmente collabora con molti musicisti/e tra i quali Lorena Fontana e Tiziana Ghiglioni.

 

 

Michele Libutti

Oggi sono in pochi i chitarristi ad avere una innata predisposizione per il Cool Jazz ed una affinità elettiva per Billy Bauer, uno di questi è proprio Michele Libutti. Dalla sonorità pacata e riflessiva ed un timing rilassato e pervaso da uno swing costante e lineare Michele Libutti è una vera e propria mosca bianca nel panorama del chitarra jazz italiano, a maggior ragione se si considera che si tratta di un musicista relativamente giovane, appartenente alla seconda generazione post-bellica.

 

 

Simone Lobina

Musicista dotato e creativo, discepolo di Pat Metheny, Simone Lobina fa parte della più promettente ondata di chitarristi di ultima generazione che si sta affacciando sulla scena del jazz italiano. Chitarrista & compositore. Dopo 7 anni di studio della chitarra classica, si avvicina al blues e jazz. Trasferitosi a milano frequenta la Scuola Civica di Jazz milanese.Tutt'ora iscritto al quarto anno. All'attivo diverse collaborazioni musicali (Andrea Illuminati duo,Jazz Monks,Yeast Flavour Quintet,Five Jazz Tango) esibizioni live, esperienza in studio di registrazione,partecipazione a diversi seminari e festival jazz suonando con diversi nomi nell'ambito jazzistico: Franco Cerri, Mario Zara,Mauro Sereno, Luca Mezzadri,Antonio Zambrini,Daniel Pacitti,Paolo Fresu,Maria Pia De Vito. www.myspace.com /lobinasimone

 

Domenico Lobuono

Jazzista sensibile e raffinato, chitarrista dal tocco delicato e la timbrica naturale, Domingo Lobuono si esprime, con incedere rilassato e gradevole, improvvisando linee melodiche articolate, logiche e consequenziali secondo la strategia di produzione tipica del cool-jazz benchè la sua personale poetica sia tuttavia riconducibile al tradizionale linguaggio mainstream

- Note biografiche: “Domingo" (così è noto nell'ambiente musicale), triestino di adozione, è un chitarrista ascrivibile alla corrente del c.d. soul-jazz in tutte le forme in cui questo sottogenere è stato declinato in questi ultimi decenni. Attivo sia in tipiche formazioni come l'organ-trio sia in formazioni acid-jazz e smooth-jazz con produzioni che tradiscono forti influenze dal moderno R&B, Lobuono è anche noto per la sua attività di promotore e divulgatore della chitarra jazz. Ha fondato il "Newsgroup" usenet di chitarra jazz e scrive su riviste specializzate di musica." (di Giovanni Monteforte)

 

Fabio Lossani


(foto privata)

La chitarra è uno strumento che vanta una tradizione secolare in tutte le culture e i generi musicali. Oggi, trasformatasi in un prodotto di consumo, rischia di vedere dissipare questo prezioso bagaglio. Sono pochi, nel jazz italiano, i chitarristi che, non lasciandosi sedurre dalla generale rincorsa del successo, dedicano la loro vita a tramandare le conquiste del passato. Passato nel quale la chitarra acustica con le corde di metallo e suonata col plettro non era ancora amplificata e il suo ruolo prevalente era quello di strumento ritmico-armonico, ambito nel quale si è accumulato un ricco e nobile repertorio. Non solo quindi i chitarristi improvvisatori a “single-note” sono stati importanti per il jazz, ma anche tantissimi altri “accompagnatori”: da Eddie Lang e Freddie Green sino a Buky Pizzarelli. In Italia abbiamo il notissimo Lino Patruno, per il jazz prettamente americano, e il meno noto Fabio Lossani, per la tradizione europea “alla Django”. Strumentista dal suono rigorosamente acustico e dal ritmo tipicamente “manuche”, profondo conoscitore del repertorio e della discografia di questo stile chitarristico, Lossani si distingue anche come leader e arrangiatore, come dimostrato nella “Antologia della Chitarra Jazz in Italia”, ove ci regala un piccolo gioiello che riunisce, in un unica versione, due composizioni di Django Reinhardt.

 

 

Lanfranco Malaguti


(pubblico dominio)

Armonizzatore evoluto e ricercato si distingue per la sua predilezione a riarmonizzare “per quarte” jazz-standards e pop-songs. Le sue rivisitazioni centrano in pieno l’obbiettivo di riappropriarsi in “chiave jazz” del materiale appartenente ad altri generi musicali, nobilitandolo e rendendolo pressoché irriconoscibile. Questa sua ricerca eroica ed isolata è stata premiata dal riconoscimento di rilievo nazionale conseguito nel Referendum della critica indetto dal mensile “Musica Jazz”; insieme a Carlo Pes e Franco Cerri viene citato nella Encuclopedia Traccani.

 

 

Augusto Mancinelli

AUGUSTO MANCINELLI, è da annoverarsi tra i più avanzati e intelligenti chitarristi jazz della generazione formatasi negli anni ’70. Dal '76 studia chitarra jazz con Filippo Daccò all'I.N.S.J. di Parma, armonia e composizione con Mario Perrucci presso l'Istituto Pergolesi di Ancona, musica elettronica con Eugenio Giordani presso il Conservatorio G. Rossini di Pesaro, chitarra classica con Maria Orlandi, composizione sperimentale e analisi con Franco Donatoni, G. Borio, A. Melchiorre, A. Vidolin, presso la Civica Scuola di musica di Milano. Dall'82 all'84 tiene concerti con prestigiosi solisti di passaggio in Italia quali: Lee Konitz, Curtis Fuller, Bob Berg, Sam Rivers, Jimmy Owens. Dall'84 all'88 fa parte stabilmente del gruppo di Enrico Rava con il quale registra tre dischi, STRING BAND, SECRETS, e ANIMALS. Partecipa a tutti i festivals Italiani ed Europei più importanti. Nel '86 ha lavorato con Gil Evans e con l' orchestra della RAI di Roma. Ha insegnato ai seminari jazz di Pistoia (organizzati da Siena Jazz), ai seminari di Dolo con il "Thelonious Monk Institute", a Venezia (ass. Intonarumori), Verona, Schio, a Milano presso "Accademia di Musica Moderna", il NAMM, il CPM e la scuola "Con-Corde". Già insegnante di jazz nei Conservatori di Potenza, Cosenza, Parma, Rovigo e di Fermo, ha pubblicato per la "ERIDANIA" una raccolta di studi didattici per due chitarre con Ambrogio De Palma. Il suo nome compare sulla "PENGUIN GUIDE TO JAZZ" che dedica uno spazio ai suoi lavori come solista. Tra le sue validissime pubblicazioni discografiche è da segnalarsi "Jazz Work” SPLASC(H) CDH4942, in trio con Paolo Ghetti al basso e Massimo manzi alla Batteria.

 

 

Sergio Mandini

 
(pubblico dominio)

Vulcanico improvvisatore “alla Tal Farlow”, ma su una scala dimensionale più intimista, dal suono nitido e cristallino e con una souplesse ritmica palpitante e vitale, Mandini si esplica i lunghi assoli ben punteggiati, intensi ed espressivi che rivelano una ispirazione maturata nel suo più profondo vissuto umano. Mantenendosi lontano dagli aspetti più esteriori e seduttivi del jazz, riesce così a preservare l’integrità della sua vocazione artistica. Intenso interprete di ballads, raffinato e delicato armonizzatore, assolve ampiamente al tributo dovuto alla sempre più misconosciuta arte della vera chitarra jazz.

 

 

Alberto Marchesini

 
(foto privata)

Hard-bopper senza mezzi termini il suo stile, originalissimo, profondo e spigoloso, fa di lui una sorta di Thelonius Monk della chitarra del jazz-moderno italiana, la sua sonorità, magnetica e tagliente, può essere considerata emblematica del timbro della moderna chitarra-jazz. Praticamente autodidatta, negli anni sessanta suona in complessi da ballo a Bologna, pur frequentando anche gli ambienti jazzistici della città, visitata spesso da jazzisti stranieri di passaggio. Approfondisce la conoscenza della chitarra jazz attraverso le registrazioni discografiche soprattutto di Charlie Christian, di Grant Green e del chitarrista belga Renè Thomas dal quale rimane notevolmente influenzato. Suona il banjo e la chitarra elettrica nella Reno Jazz band con Pupi Avati e Lucio Dalla, entrambi clarinettisti ed allora sconosciuti. Si trasferisce a Milano negli anni settanta dove fa le sue esperienze musicali più importanti come free-lance al “Capolinea” collaborando coi più noti jazzisti italiani. Negli anni ottanta interrompe per un periodo l’attività musicale per diplomarsi in composizione sotto la guida dei maestri Antonio Soresina prima e Bruno Bettinelli poi. Grazie a un soggiorno negli Stati Uniti entra in contatto con nuove esperienze.

 

 

Ivo Meletti   


(pubblico dominio)

Riconducibile alla tradizione di Barney Kessel, Tal Farlow e Wes Montgomery, è stato uno dei primi jazzisti moderni della sua generazione. Con una sintetica ed evoluta concezione armonica, lontana dalle inutili decorazioni, è magistrale la sua interpretazione delle ballads del repertorio jazzistico. Nelle improvvisazioni la sua pennata, graffiante ed incisiva, marca con varietà di accenti linee-bop ben cesellate sui cambi d’accordo e che, come avviene per i veri boppers, si estrinsecano in un fraseggio personale e stilisticamente rigoroso sino a evolvere in swinganti ed efficaci improvvisazioni ad accordi.

 

 

Massimo Melodia  


(foto da sito web) 

Il linguaggio jazz, nato negli Stati Uniti, ha esercitato un notevole ascendente su gran parte delle culture di altri paesi, e ciò risulta oggi sempre più vero riguardo alla sensibilità e all’indole italiana. Nel nostro paese un numero crescente di giovani talenti musicali si applica con freschezza e creatività a questo genere musicale trovando in esso una tal corrispondenza che solo alcuni decenni fa sarebbe stata impensabile. Si credeva infatti che l’italica sensibilità, così legata al melodramma e alla lirica, mal si confacesse ad un genere istintivo e de-sublimato quale il jazz. Massimo Melodia rappresenta quindi un ottimo esempio di come questa sensibilità, tutta italiana, contribuisca invece a donare al jazz esecutori ed interpreti in grado di arricchire e variegare questo inesauribile linguaggio.

 

 

Luca Meneghello  

Dotato strumentista dalla sicura ed energica pennata, Meneghello, recependo con grande apertura i modelli più aggiornati, riesce a rappresentare un solido punto di riferimento per il chitarrismo contemporaneo. Il suo lavoro, approfondito e competente, è riuscito ad approdare a risultati veramente notevoli e interessanti, riuscendo ad esprimersi, nel linguaggio contemporaneo, mantenendo una sua propria connotazione poetica. Inizia a suonare la chitarra come autodidatta all’età di sette anni e contemporaneamente studia clarinetto e teoria e solfeggio. Frequenta il Centro Professione Musica dal 84 al 86 e i seminari di Siena Jazz nel 92 e Tirano Jazz nel 96 con Joe Diorio e Jerry Bergonzi.

 

Flavio  Minardo

Musicista e compositore, inizia a suonare la chitarra da autodidatta, quindi per due anni prende lezioni di musica country specializzandosi nel finger picking. Studia per tre anni sotto la guida del Maestro Filippo Daccò, diplomadosi in chitarra jazz presso il C.D.M. di Milano. diplomato a pieni voti in chitarra jazz al conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Como con una tesi sulla musica gipsy e Django Reinhardt. Laureato con il massimo dei voti in jazz al conservatorio di Como con una tesi “ il jazz e le contaminazioni ( free jazz- jazz rock – ethno jazz )

Nel 1991 inizia lo studio della musica indiana a Kathmandu (Nepal) con il Maestro di sarod Sunder Sherestra.
Nel 1992 va in India per intraprendere lo studio del Sitar , strumento tradizionale Indiano. Studia per qualche mese ad Almora , a nord dell’India, con il Maestro Lalit Joishi, e dal 1993 al 1995 continua lo studio del sitar a Benares in India con il Maestro Debashish Sanyal e successivamente studia a Milano con il maestro Ashanka Sen.

ESPERIENZE MUSICALI :

ha suona la chitarra acustica, elettriche e il sitar in vari progetti e contesti musicali, dal freejazz alla musica sud americana alla musica etnica e chilly out in numerosi festival nazionali e internazionali in varie formazioni a fianco di numerosi artisti quali : Arrigo Cappelletti, Rudi Migliardi, Franco D’Andrea, Paolo Tomelleri, Antonio Zambrini, Giulio Visibelli, Federico Sanesi, Tiziano Tononi, Gianni Coscia, Pietro Tonolo, Antonio Faraò, G. Trovesi, Steve Swallows, Roberto Vecchioni, Gene Gnocchi, Sandro Cerino, Tino Tracanna, Ralph Alessi ecc

Con il pianista Arrigo Cappelletti collabora in vari progetti musicali, assieme ai massimi esponenti della musica contemporanea Portoghese quali Jorge Fernando, Alexandra, Custodio Castelo, incide il cd di Arrigo Cappelletti “Terras do risco”prodotto dall’Amiata. Partecipa in qualità di alla tournèe del trio di Cappelletti Visibelli e Steve Swallow e con la stessa formazione all'incisione del disco "Little Poems"prodotto dalla Splasc(h).

Collabora nel progetto di letteratura e musica con il poeta Alessandro Quasimodo e Mario Cei con i quale incide un cd per la radio svizzera italiana.

 

Nicola Mingo

La storia della chitarra jazz ha visto e vede varie tendenze, concezioni e scuole di pensiero, fra queste quella che oggi va per la maggiore è quella (borderline!) di Metheny e Scofield. Per far parte di una corrente musicale non basta però riproporre sporadicamente qualche frase o composizione, è necessario averne assorbito, e saperne riproporre, specialmente l’estetica !! In linea di continuità con l’approccio di Wes Montgomery e Pat Martino oggi in Italia spicca e si distingue il chitarrista Nicola Mingo. Dotato di una tecnica strumentale eccellente, dal timbro caldo e istintivo, Mingo ha maturato a tutti gli effetti l’estetica di Montgomery e Martino riproponendola in modo personale ed espressivo, stilisticamente appropriato e filologicamente corretto!!

 

 

Massimo Minardi

In una grande città come Milano, uno dei centri nazionali del jazz italiano, vivono e si incontrano numerosi chitarristi-jazz che sono cresciuti fianco a fianco, frequentando gli stessi luoghi, le stesse persone e condividendo le stesse esperienze. Alcuni di essi sono diventati un punto di riferimento, personaggi senza i quali il piccolo mosaico del jazz milanese verrebbe sminuito. Massimo Minardi rappresenta uno di questi insostituibili tasselli. Chitarrista nel cui stile sono stratificate e si compenetrano le esperienze musicali di una vita dedicata al jazz, e che non finisce mai di sorprendere per la profondità del retrotterra jazzistico.

 

 

Alessandro Minguzzi  

Giovane chitarrista dell'area milanese, stilisticamente riconducibile alla corrente del jazz-mainstream. Pur prediligendo grandi precursori come Django Reinhardt e Wes Montgomery, si esprime attuando autonomamente una personale ricerca linguistica che approda ad un fraseggio controllato e riflessivo.

 

 

Danilo Minotti  

(Note fornite dall'interessato)

  Poliedrico professionista, nel corso degli anni ha collaborato con artisti sia nella musica leggera italiana che nel jazz internazionale, da Mina alla collaborazione col teatro La Scala di Milano, sia come chitarrista che come compositore e arrangiatore. Ogni nuovo progetto, si avvale del suo know-how, permettendogli di mettere a disposizione le sue capacitá e le sue esperienze in molti settori della musica. Avendo collaborato in tanti progetti di grande rilievo, Danilo porta, insieme ai suoi servizi, un Team di collaboratori di altissimo livello per tutte le esigenze. Nel corso degli anni, Danilo ha coltivato una carriera a 360 gradi, la sua conoscenza specifica viene riconosciuta dalle migliori scuole italiane, dove spesso é invitato a svolgere corsi di insegnamento specifico e seminari.

 

 

Francesco Moglia

 

Il più recente linguaggio della chitarra jazz-fusion si può sbilanciare felicemente a favore della più autentica estetica del jazz se inserito nel contesto musicale appropriato e quando interpretato con feeling da vero jazzista, come nel caso di Francesco Moglia. Musicista dai solidi presupposti jazzistici e aperto a diversificate esperienze di derivazione rock e blues, Francesco Moglia è parte integrante del nuovo movimento chitarristico che ha il merito di aggiornare continuamente e mantere attuale il linguaggio improvvisativo della chitarra contemporanea. Chitarrista del trio “Zatopek” in My Space si può particolarmente apprezzare la sua improvvisazione nel brano “Flat Blues”.

 

 

Giovanni Monteforte


(foto Marcella Baldassini)

  (di Fernando D'Anelli) 

All'interno del suo linguaggio Jazz noto linee originali, ricche di dinamiche ed un'ottima tecnica, non fine a se stessa, ma al servizio di grandi fraseggi chitarristici. La sua, a mio avviso, è una "chitarra che canta".

 

 

Raf Montrasio  


(foto web)

Vi sono professionisti che pur avendo trascorso la loro vita suonando musica da ballo, accompagnando cantati di successo e apparendo in televisione, sono in realtà degli autentici jazzisti.  Essi, con la modestia che contraddistingue i veri artisti, hanno potuto esprimersi nel jazz solo lontano dalle ribalte e dalla grande notorietà! Uno di questi e Raf Montrasio, chitarrista jazz a tutti gli effetti, improvvisatore che, alla Barney Kessel, riesce a fondere la logica rigorosa della linea melodica con la comunicativa della semplicità e della naturalezza.Sensibile armonizzatore è da annoverare tra i più autentici continuatori della tradizione della chitarra jazz non ancora contaminata dal rock!

 

 

Matteo Negrin  

 

Con una naturale predisposizione per la musica e la chitarra, si è formato come jazzista studiando ai “Civici Corsi di Jazz” di Milano distinguendosi per la sicura padronanza dello strumento e la non comune intelligenza e capacità d’apprendimento (...posso ben dirlo perché è stato mio allievo!!). I suoi interessi spaziano dal jazz a tutta la musica d’arte in generale dando sempre un personale apporto in termini di buon gusto e significanza.

 

 

Gabriele Orsi


(foto web)

(Note fornite dall'interessato) 

Chitarrista , compositore. Frequenta il Berklee summer school (1993 – 1994) a Perugia e il Jazz master class a Tirano (1995), stage didattici con John Stowell, Giovanni Tommaso, Rick Pekam, Larry Monroe, Joe Diorio, Steve Lacy, Jeff Richman, Jim Kelly, Ralph Alessi, David Friesen, Marc Ducret, Gino Robeir, John Riley e Bobby Previte. Nel 2007 incide il suo primo CD "Mr. T." (Music Center) dove è presente, con una partecipazione straordinaria, Joey De Francesco. Nel 2008 nasce il C.O.D. trio , una formazione inusuale (Biagio Coppa, sax – G. Orsi, chitarra – F. Di Lenge, batteria) con cui ha l’ occasione di suonare più volte negli Stati Uniti (New York, Philadelphia, Boston, Middletown, ecc.). Ha occasione di suonare con: Francesco Di Lenge, Maurizio Signorino, Fulvio Ferrari, Santino Carcano, Eleonora D’Ettole, Daniele Petrosillo, Valerio Della Fonte, Carlo Virzi, Attilio Zanchi, Yuri Goloubev, Beppe Caruso, Rosalynn Robinson, Marco Castiglioni, Biagio Coppa, Silvano Borzacchiello, Joey De Francesco , Carmen Staaf, John Patitucci. www.myspace.com/gabrieleorsiquartet "

 

 

Eddy Palermo  

 

Eddy Palermo. Insieme a Gigi Ciffarelli ha a suo tempo traghettato la chitarra jazz italiana su di un livello strumentale performativo internazionale. Memorabile la sua jam-romana con Jim Hall nei primissimi anni ’80. Il suo fraseggio, anche se influenzato da Joe Pass e Pat Martino, è personale, energico e ritmicamente propulsivo, le sue interminabili e fantasiose linee melodiche sono accattivanti e comunicative. Autentico virtuoso del chord-playing le sue interpretazioni armonizzate di brani standards sono sentite e suggestive così come le sue pulsanti esecuzioni del repertorio brasiliano.

 

 

LINO PATRUNO

 

LINO PATRUNO, insieme a Franco Cerri è tutt’ora il chitarrista-jazz italiano più popolare. Il suo contributo al jazz non è solo quello di strumentista, ma anche di filologo e divulgatore della più genuina tradizione del jazz! Come strumentista e dotato di uno swing e di una comunicativa fuori dal comune: non è limitato alla sola chitarra d’accompagnamento, ma è anche un maestro della non facile arte dell’improvvisazione ad accordi, nella quale risulta fantasioso e tecnicamente dotato.

 

 

Mario Pelagatti

 
(foto web)

Nuovo talento della chitarra jazz, molto dotato tecnicamente, Mario Pelagatti si distingue nel panorama generale delle nuove tendenze, per la sua notevole capacità inventiva e per l’ originalità stilistica, riuscendo a ricondurre le più avanzate soluzioni ritmiche e melodiche della Fusion nel contesto ormai consolidato del repertorio del jazz moderno.

 

 

Luigi Pellissetti

 

L’incedere melodico meditato e circospetto, che non si lascia fuorviare dalla casualità, i timbri caldi e palpitanti della sua chitarra, sia quando naturali ed aperti che quando ricorrono ad un uso sapiente e controllato degli effetti, fanno di Luigi Pellissetti un artista sensibile e spontaneo che ha fatto sue le più essenziali istanze apportate dal jazz all’approccio musicale.

 

 

Carlo Pes


(pubbico dominio)

Citato su cataloghi-jazz ed in articoli specialistici, insieme a Franco Cerri è stato uno dei primi chitarristi jazz italiani ad assurgere a fama internazionale. Autore di colonne sonore di importanti films della storia del cinema italiano, ha inoltre suonato con Barney Kessel, Chet Baker, Lionel Hampton, Stan Getz, Roy Eldridge, Bill Coleman, Don Byas, Django Reinhardt, Stephane Grappelly e Joe Pass. Attivo prevalentemente nell'area romana, accompagnatore discreto e swingante ha fatto parte dei trii senza batteria dei pianisti Armando Trovaioli e Umberto Cesàri. Improvvisatore naturale ed estemporaneo, da vero jazzista lo stile di Carlo Pes sgorgava spontaneamente e liberamente dal suo personale intuito senza incedere in artifici, orpelli od inutili decorazioni. Questo sua capacità di mettersi in gioco senza espedienti o trucchetti, fanno di lui una figura emblematica di quel chitarrismo del jazz-moderno oggi in via di estinzione. Qui ritratto con una Gibson Les Paul Custom nera, era solito anche esibirsi con una Gibson Super 400 Sunburst.

 

 

Lorenzo Petrocca  

Lorenzo Petrocca, chitarrista dal sound plastico e corposo, dal timing rilassato e swingante, improvvisatore sobrio e controllato, riesce con grande perizia a ben dosare il fluire del suo discorso musicale. Molto dotato ritmicamente e tecnicamente e stilista in continua evoluzione, può essere considerato, a pieno titolo, uno dei più nobili discepoli di Joe Pass.

 

 

Gaetano Petronio

 

Studente dei “Civici Corsi di Jazz” di Milano studia chitarra con Riccardo Bianchi e Giovanni Monteforte. Il suo interesse verte principalmente sulla chitarra-jazz moderna apprezzando e studiando prevalentemente gli stili di Charlie Christian e Barney Kessel.

 

 

FRANCO PISANO


(pubblico dominio)

FRANCO PISANO (Cagliari) 1922-1977 Iniziò a studiare il violino all'età di sette anni. Poi si appassionò alla chitarra e al pianoforte. Nel periodo del secondo conflitto mondiale Franco Pisano si avvicinò al jazz. Alla fine del conflitto mondiale iniziò a suonare con l'orchestra di Armando Trovaioli, il “Sestetto Bebop di Milano”, il fratello Berto Pisano, Giulio Libano e Giorgio Giocosa.

 

 

Alberto Pizzigoni


(pubblico dominio)

Alberto Pizzigoni: Solido sparti-acque della chitarra-jazz in Italia, fidato professionista e sicuro didatta, è una insostituibile figura di riferimento per quella concezione moderna che nulla vuole concedere alle deviazioni estetiche. Il suo stile, a metà strada tra le poetiche di Kessel e Montgomery reinterpretati con inflessione “Cool”, pur rimanendo fermamente nel solco della tradizione riesce ad essere, e ad onta del “rampantismo” delle nuove tendenze, sempre stimolate e significativo.

 

 

Marco Poggiolesi

Inizia a studiare chitarra classica all’età di quattordici anni. Nel 2002 si avvicina al jazz grazie all’incontro con il maestro Gianni Zei, con il quale apprende varie tecniche e stili improvvisativi che spaziano dal jazz tradizionale, al be-bop alla bossa-nova. Nel 2004 frequenta i corsi invernali di Musica jazz dell’Associazione "Siena Jazz", con Roberto Nannetti; qui ha l’opportunità di partecipare a numerosi seminari, tra cui quello con il Maestro Enrico Rava. Nel 2006 la passione per la musica flamenco lo ha portato ad approfondire le conoscenze degli stili tradizionali sotto la guida del Maestro Juan Lorenzo presso "Accademia de la Guitarra Flamenca" dove ha la possibilità di studiare con il chitarrista Oscar Herrero. Dal 2008 al 2010 ha studiato chitarra jazz con Sandro Gibellini.

Dopo alcune esperienze come turnista nell’ambito della musica pop italiana, nel 2004 nasce, grazie alla sua iniziativa, il quartetto latin "Elegant Gipsy" mentre nel 2007-2008 è leader del progetto jazz-fusion "Maf trio". Nel 2009 fonda insieme al contrabbassista Ferdinando Romano il progetto: "Tandem".

Dal 2008 intraprende la tuttora florida collaborazione con l’attrice Maria Cassi iniziando un percorso nel mondo del teatro cantato di fondamentale importanza formativa ed artistica. In particolare con gli spettacoli "SuoniEmozioni", "Pardon" e l’ultimo "Attente al lupo" si esibisce con l’attrice nei maggiori teatri d’Europa.

Ha inoltre collaborato nel 2009 con Sergio Staino a favore della fondazione "Terramadre". Nel 2011 collabora con la cantautrice Lu Colombo per la promozione del disco "Molto più di un buon motivo" interamente dedicato alle canzoni di Joaquin Sabina.

Dal 2008 inizia a scrivere per il giornale culturale "l’Ambasciata Teatrale" di cui cura la rubrica dedicata alla musica.

Nel 2010 registra il disco "Tandem", in duo con Ferdinando Romano, pubblicato nel 2011 da Philology Records, del quale ben due tracce vengono inserite nella raccolta "Italian Jazz, le 50 migliori tracce". Sempre nel 2011 dà vita allo spettacolo dedicato a Bob Dylan dal titolo: "Dylan Bob, dalle sue canzoni di protesta alle sue ballate d’amore" di cui viene tratto un disco live.

Nel dicembre 2013 esce per "Dodicilune" il disco "Tandem, A ruota libera" secondo lavoro discografico del duo.

Nel 2013 partecipa con Lu Colombo al prestigioso Premio Tenco. Nel 2014, il primo Maggio si esibisce presso l’Obihall di Firenze affianco di Juan Carlos Biondini, Vittorio de Scalzi, Joan Isaac e partecipa con Tandem al Festival "Settima Luna" accanto a importanti musicisti come Jacopo Martini, Petra Magoni, Enrico Pieranunzi.

A ottobre 2014 esce con "Il Cantautore", la rivista ufficiale del Premio Tenco, il cd contenente le undici tracce del concerto del primo Maggio presso l’Obihall di Firenze

 

 

Piero Pollone


(foto autorizzata)

Una delle più belle sonorità della chitarra-jazz italiana, poeta del jazz, raffinato esecutore ed interprete ”intimista”. Pollone dimostra come la sincerità dell’artista riesca sempre a travalicare lo sterile “avanguardismo” imponendo, in ultima analisi, le più autentiche istanze dell’arte-vera. Su di lui è stato scritto un libro biografico: "Piero Pollone-Dialoghi in Jazz" di Guido Michelone, ed. Lampi di Stampa.

 

 

Raffaele  Pozzoni


Musicista orientato verso vari generi, riesce però a ricondurre sempre il suo linguaggio improvvisativo entro il paradigma del jazz. Dotato di una tecnica strumentale di alto livello si trova a suo agio anche su tempi particolarmente sostenuti.
(di Giovanni Monteforte)

 

 

Fabio Ranza

 

Chitarrista jazz contemporaneo e strumentista autodidatta è stato influenzato da John Mc Laughlin, Larry Coryell e Philip Catherine. Nei primi anni ’70 ha studiato la tecnica del jazz con Joe Cusumano, Filippo Daccò e successivamente con Philip Catherine. Fece parte di quella ristretta cerchia di giovani chitarristi che frequentavano assiduamente sin dai primi tempi lo storico locale-jazz di Milano “Il Capolinea”. Si è poi dedicato con successo alla musica contemporanea e sperimentale come pianista, compositore e arrangiatore.

 

Stefano Riccio

Arrivo dal mondo della musica classica (7° anno di chitarra classica) e l’ attrazione verso il jazz è scaturita durante la pausa di un mio concerto NEW WAVE (ero parte e autore delle song di un gruppo milanese ZEROZED che negli anni 80/90 era in scena a milano) il tecnico del suono ha fatto partire SAFARI degli Steps Ahead e lì sono rimasto sconvolto! L'idea era quella di rifare quel riff con la chitarra, che difficoltà ! Ho così frequentato i Civici Corsi di Jazz di Milano con Monteforte e Cerri e in seguito mi sono anche laureato al Conservatorio (Febbraio 2011). I miei riferimenti sono Jim Hall, Ed Bickert, Franco Cerri e Giovanni Monteforte.

 

 

Angelo Rocchi

Chitarrista jazz, compositore e arrangiatore, è stato allievo di Filippo Daccò e chitarrista nella sua orchestra "Monday Big Band", i suoi riferimenti principali sono Barney Kessel, Jim Hall, Joe Pass e Wes Montgomery. Predilige il jazz acustico e suona anche il mandoloncello nell ' "Orchestra a plettro citta di Milano". 

 

Andrea Rotoli

 

E' relativamente da pochi anni che anche in Italia è apparsa e sta espandendosi la corrente stilistica della "Chitarra-manuche" , corrente che nutre un vero e proprio culto per l'insuperato e insuperabile caposcuola Django Reinhardt. A partire dalla Francia, attraverso tutti i paesi europei e anche d'oltre oceano, questa scuola stilistica annovera un ormai considerevole esercito di strumentisti, a volte veri e propri virtuosi della chitarra. Nel nostro paese tra i rappresentanti di punta di questa concezione estetica di origine indo-europea, vi è Andrea Rotoli. Dalla pennata incisiva e garbata, una notevole fantasia melodica e lo swing rigorosamente a "La pomp", è sempre gradevole e stimolante ascoltarlo. Un musicista a tutto tondo che ha fatto tesoro, nel suo bagaglio musicale, anche dell'esperienza hard-bop di derivazione Montgomeriana e Bensoniana.

 

 

Alessandro Russo  

 

Chitarrista-swing dal fraseggio evoluto ed articolato, il suo tocco sensibile e delicato ben risalta quando eseguito su una strumentazione acustica o semi-elettrificata. Non ignaro della lezione di Django Reinhardt, la sua prima influenza, Russo ha sviluppato quella poetica in modo ricercato, originale e ben lontano dal manierismo e dai virtuosismi degli odierni seguaci del grande caposcuola gipsy-jazz.

 

 

Pino Russo

Eclettico chitarrista, compositore, arrangiatore è docente di chitarra Jazz al Conservatorio Vivaldi di Alessandria e al
Centro Jazz di Torino. Premio Mimmo Mancinelli 2009 come miglior chitarrista al Premio Internazionale Massimo Urbani è diplomato in Chitarra Classica, laureato in Jazz e in Biologia e ha sviluppato una intensa ricerca timbrica sulla chitarra classica amplificata esplorando linguaggi musicali diversi e a prima vista antitetici tra loro, creando
un proprio stile e una nuova modalità d’espressione artistica.
Tra gli altri ha collaborato con: Enrico Rava, Barney Kessel, Tal Farlow, Bill Cobham, Francois Jeanneau,
Franco Cerri, Ornella Vanoni, Tullio De Piscopo, Gianni Basso, Felice Reggio, Sergio Fanni, Flavio Boltro.

Ultima produzione discografica: “Darn That Dream” (2009, Philology Jazz Records). Ultima pubblicazione editoriale "Guitar Project" (2011, Ed. Carisch).

Fabio Soncini



(Note fornite dall'interessato)

Milanese classe 1962, inizia all’età di 12/13 anni a muovere le dita sulle sei corde andando a lezione di chitarra classica. Dopo qualche anno di studi sul Carulli, sul Bona e sugli arpeggi di Segovia, lascia poi la classica per prendere lezioni di chitarra a plettro per tre anni dal M°. Alberto Pizzigoni (chitarrista dell’orchestra della RAI di Milano, Orchestra di Gil Cuppini, quartetto di Renato Carosone). Qui impara ad apprezzare le sonorità del jazz, il fraseggio, gli standards e l’arte di improvvisare. Si iscrive successivamente al CDM dove frequenta i corsi di armonia tenuti dal M°. Filippo Daccò e i corsi di chitarra tenuti da Luciano Zadro, conseguendo il Master nel 1995 (con il tradizionale saggio al “Capolinea”). Dal 2002 al 2006 frequenta la Civica Jazz di Milano dove segue i corsi didattici tenuti da Giovanni Monteforte, Riccardo Bianchi, Fabio Jegher, Marco Vaggi e il M°. Franco Cerri. Attualmente è iscritto alla facoltà di Jazz del conservatorio di Milano. Suona stabilmente nella big-band “Jazz Lab Orchestra” e in un quartetto jazz di sua formazione.

 

Paolo  Sorge

Paolo Sorge (1968) è un chitarrista e compositore già da tempo presente sulla scena del jazz contemporaneo nazionale ed europeo.   Da circa vent’anni conduce una ricerca trasversale nell’ambito delle musiche d’improvvisazione, coltivando contemporaneamente vari linguaggi musicali, e dedicandosi alla composizione intesa come sperimentazione di vari equilibri possibili tra scrittura e improvvisazione.

Dagli esordi in Sicilia, passando per una parentesi romana lunga dodici anni, fino al ritorno nella propria terra d’origine, Paolo Sorge ha suonato e collaborato in veste di chitarrista o direttore di vari ensemble con moltissimi musicisti di varia estrazione, tra cui Stefano Maltese, Michel Godard, Francesco Cusa, Guido Mazzon, Butch Morris (Bologna, Angelica Festival 2006), Ab Baars e Ig Henneman, Keith Tippett, Don Byron, Elliott Sharp, Andy Sheppard, Guillermo Klein, Mark Turner, Fabrizio Bosso.

Con Francesco Cusa ha fondato nel 2004 il movimento artistico ed etichetta discografica "Improvvisatore Involontario" con base a Catania.   A partire dal 2009, in collaborazione con il Centro Etneo Studi Musicali di Catania, dirige regolarmente l'OrchestraLab, workshop di musica d'insieme per orchestra jazz che prevede la partecipazione di solisti di fama internazionale e si svolge ogni anno nel periodo estivo e in vari luoghi della Sicilia.

A Catania nel 2012 ha fondato il MagmArtEnsemble, organico orchestrale con il quale ha dato vita alla prima edizione di (Ri)scritture - premio di arrangiamento e composizione - con il trombettista Fabrizio Bosso in veste di solista ospite. 

Attualmente occupa la cattedra Chitarra Jazz presso il Conservatorio "V. Bellini" di Palermo

 

Geppo Spina

Musicista dalle solide basi jazzistiche è pur sempre aperto alle sperimentazioni della contemporaneità. Strumentista robusto e dal sicuro timing è dotato di notevoli capacità intuitive ed espressive. Nato a Milano il 2/5/1969 si avvicina al jazz studiando con Massimo Minardi successivamente con Roberto Cechetto e Sandro Gibellini diploma di composizione e arrangiamento con il M° Filippo Daccò * Seminari / concorsi/master class : Eddie lang jazz festival (1997) 29° edizione di Siena Jazz (1999): Pat Martino, Frank Gambale, Mike Stern, Dave Libman, * Esperienze/Collaborazioni : Guido Bombardieri, Junior Hill, Franco D’auria, Marco Detto, Beppe Caruso, Jonny Falzone, Tullio Ricci, Fabrizio Bernasconi, Massimo Minardi, Alberto Bonacasa ,Tito Mangialajo, Massimo Pintori, Roberto Piccolo, Stefano Senni, Ezio Allevi, Michele Franzini, Beppe Aliprandi, Michele Bozza, Marco Ricci. *Festival/ Rassegne : AMA jazz festival di Berbenno (Sondrio2000) ; Festival del cinema di Locarno Con Junior Hill (2004) Arrangiamenti per il Sestetto di Massimo Minardi, (open jazz festival 1998) ; Jazz Festival di Gallarate Novembre 2006 *Discografia : Ezio Allevi- (the beat of the heart) ; Rosario Dejulio (el sueno-Splasc(h)cdh783.2); Michele Franzini (my smooth corner -abeat ab jz 008-); Giampiero Spina Trio (storie dal castello magico- -music center bacd026-) ; Giampiero Spina Guest: Ferdinando Faraò, Jonny Falzone, Antonio Zambrini, Max Dealoe, Mattia Magatelli (Cinema Paradiso -Splasc(h)cdh972.2); Tenstepout (music center-ba 203cd-); Attività didattica : scuola civica di Cinisello Balsamo, (Mi) * Altre attività : incisioni discografiche e collaborazioni nel campo della musica jazz e sperimentale, 2005 partecipa per una mini colonna sonora (musiche di Ferdinando Faraò) di un corto metraggio al Milano film festival.

 

 

Alex Stornello

 
(foto dal sito web)

  (Note fornite dall'interessato)

ALEX STORNELLO si specializza in chitarra rock/fusion al Musician Institute di Londra dove incontra e studia con il mitico Frank Gambale, infatti seguendo i suoi consigli sviluppa i primi passi evolutivi del suo stile. Succesivamente approfondisce i suoi studi al Guitar Institute della Thames Valley University di Londra con Shawn Baxter, dove si diploma in chitarra jazz/metal-hard jazz (fusione tra armonia jazz e le tecniche moderne del solismo rock). Nell’estate del ’96 insegna al Musician Institute di Londra lo sviluppo dello stile hard-jazz. rappresenta per due volte l’ italia al Festival Internazionale della Chitarra a Issoudun (Francia) per l’A.D.G.P.A. Italy… suonando nel mitico “Concerto per Sette Chitarre” accanto ad i nomi piu’ illustri della chitarra acustica in Italia. Recentemente ha ottenuto la cattedra della sezione di chitarra fusion del Centro Regionale Veneto Formazione Jazzistica del L.A.M.S di Verona ed è docente di chitarra “Contemporary Jazz” del corso triennale di laurea breve e del biennio di specializzazione in chitarra Jazz del Conservatorio di Verona in collaborazione con il L.A.M.S di Verona . Dal 2007 è attiva la divulgazione sul territorio nazionale dei programmi del Modern Music Institute la nuova realtà didattica fondata e coordinata da Alex Stornello. Il primo cd solista"Musical Thought", dove duetta anche con il mitico Frank Gambale, e' stato un gran successo scaricato ed ordinato da tutto il mondo (U.S.A , Russia, Cina, Giappone, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna) ora e' interamente scaricabile ed ordinabile nel suo sito www.alexstornello.net. Il suo nuovo cd “I Jazz it my way” è interamente scaricabile sempre da www.alexstornello.net I video didattici “Guida al fraseggio moderno” e “Video dizionario delle scale” sono dei best seller www.playgamemusic.com. Come produttore artistico delle edizioni Playgame ha prodotto numerosi video valorizzando nuovi talenti emergenti.

 

 

Carmelo Tartamella

Il progresso nel bene e nel male continua e sempre nuovi musicisti prendono coscienza e rigettano tutti quegli effimeri valori che da tempo, e sino a oggi, ci sono stati somministrati. Tra questi musicisti vi è sicuramente Carmelo Tartamella, chitarrista che ha raggiunto il culmine di una ricerca estetica che vede il recupero e la rivisitazione di parametri estetici puri e incontaminati. Parametri propri di artisti quali Jimmy Raney, per intenderci, e che oggi proseguono nelle proposte di neo-modernisti quali Joe Cohn (figlio del sassofonista Al Cohn) e di alcuni italiani come Manuel Consigli, Sandro di Pisa e per l’appunto Carmelo Tartamella. Artisti che stanno riscoprendo l’originario essenzialismo della chitarra jazz.

 

 

Daniele Tortora  

Temperamento dinamico e fantasioso il Daniele Tortora strumentista si distingue, tra le altre doti, anche per una non comune versatilità nell' improvvisazione ad accordi. Diplomato alla Civica Jazz di Milano con il Maestro ed Amico FRANCO CERRI, proviene da una tradizione chitarristica jazz di stampo chiaramente boppistico, con particolare ispirazione ai padri dello strumento a 6 corde, costantemente rievocati nelle sue esecuzioni in trio e in quartetto. Grande estimatore della poetica e del linguaggio di Wes Montgomery, da anni porta avanti il suo progetto “Wes Montgomery In Our Soul”. Non è una esperienza filologica finalizzata banalmente a se stessa, bensì è l’esigenza di ripartire da un punto fermo del panorama IMMENSO della chitarra jazz.

 

 

Dionigi Turcinovich  

 

L’improvvisazione può essere approcciata in modo ‘calligrafico’, tipo ‘carta carbone’, rifacendosi ai modelli precostituiti apportando poco o nulla in termini di idee personali, oppure cercando di riproporre i modelli di riferimento secondo un proprio personale modo di dire. Dionigi Turcinovich appartiene a questa seconda categoria lasciandosi andare liberamente in una improvvisazione strumentale che, assumendosi i rischi della estemporaneità, supera pienamente la prova collocandosi tra i più imprevedibili e accattivanti seguaci di Montgomery e Benson.

 

 

Alessandro Usai


(foto web)

  (Note fornite dall'interessato) 

Ciao a tutti!!! Nasco a Milano il 16 febbraio 1983 e all' età di 6 anni mi avvicino alla musica sotto la guida di mio padre.A 14 anni mi diplomo all'accademia H.villa Lobos di Paderno Dugnano,la mia città.Nello stesso anno mi iscrivo ai Civici Corsi Di Jazz di Milano dove mi diplomo nel 2003.In questo periodo ho la fortuna di suonare con varie formazioni come Il Guitar Ensemble diretto dal maestro Franco Cerri, Gianni Bedori Quintet, la Dixieland Band diretta dal Maestro Rossanno Sportiello e la Civica Jazz Band. Nel 2003 partecipo insieme al guitar ensemble all’ incisione del disco “Ieri e Oggi” di Franco Cerri suonando in tre brani.Poco dopo anche nel disco “Live at Paderno D’adda” Con la Dixieland band e Franco Cerri. Nello stesso anno nasce Hammond Trio trio con Alberto Gurrisi all organo Hammond e Deneb Bucella alla batteria che in seguito diventerà The Spare Time Trio con Riccardo Tosi alla batteria.Trio che propone brani originali e rivisitazioni di standards jazz. Nello stesso periodo incontro Serena Ferrara con la quale inizio a suonare in duo chitarra voce con un repertorio che spazia dal jazz al pop. Nel 2004 mi unisco al famoso gruppo italiano I Dik DIk, con loro partecipo a tre tour estivi suonando in tutta italia e non solo.Nel 2007 mi unisco alla Sugar Blue Band, la band che accompagna l'armonicista blues Sugar Blue con il quale ho avuto la possibilità di suonare nei più importatnti club italiana e in numerosi blues festival internazionali.Nel '08 nasce Alex Usai Blues Trio.

 

 

Francesco Vanelli

  (Note fornite dall'interessato) 

Studi: Licenza di Teoria e Solfeggio (2003), Armonia (2005), Storia della Musica (2005), Compimento medio di chitarra classica (2006) al Conservatorio Verdi di Milano. Diplomato in tecniche di esecuzione e arrangiamento alla NAM di Milano nel 2008. Seminari e Masterclass: Mike Stern, A. Ponce, G.Cifarelli, P.Patrignani, A.Dieci e B.Giuffredi Attualmente studio con il chitarrista Giorgio Secco. - Insegnamento - Scuola Civica Meridiana, NAM, Centro L.Ricca di Codogno, Corsi Musicali Comune di Tavazzano, -Collaborazioni- Dillo a Wolly Rock Cover Band, Sugarlive Zucchero Tribute, Paola Zigoi Trio, ZZ Pop, Meridiana Jazz Quintet, Miss Jones and I Duo, Mr. Bobcat, Papa's Special, Yattaband.

 

 

Fulvio  Vardabasso

Dopo studi di chitarra classica si è avvicinato al jazz e, dopo un biennio di studi presso i Seminari Estivi di Siena
Jazz, già dalla fine degli anni '80 ha suonato a Trieste e in ambito regionale presso vari jazz club e teatri. Negli anni '90 ha
collaborato a Venezia con l'orchestra "Il Suono Improvviso" del sassofonista Giannantonio de Vincenzo, con cui ha suonato anche in quartetto, e a Trieste ha dato vita, assieme al compianto fisarmonicista Franco Vallisneri e al chitarrista Andrea Massaria, ad un quintetto jazz con cui si è esibito in svariati contesti a Trieste e nella nostra regione. In anni più recenti ha fondato un duraturo sodalizio con il pianista Claudio Zanoner, che lo ha visto protagonista di numerosi concerti e ospite di trasmissioni
radiofoniche. Ha collaborato inoltre con formazioni di latin jazz, è stato coinvolto in esperienze di letteratura e musica e si esibito per tre anni nell'ambito della rassegna Merano Jazz. All'attività concertistica ha anche abbinato quella di insegnante di chitarra jazz
presso alcune scuole di musica di Trieste. Oltre alle collaborazioni già citate, nel corso degli anni ha avuto l'occasione di suonare con nomi affermati nel panorama jazzistico italiano e internazionale, tra cui: Joe Diorio, Steve Gud, Bosko Petrovic, Steven Bernstein, Gianni Basso, Augusto Mancinelli, Sandro Gibellini, Zeno De Rossi, Giovanni Maier, Fabio Jegher, KYle Gregory, Marc Abrams. Collabora con la Trieste Early Jazz Orchestra (che eslpora il repertorio musicale dal 1924 al 1934, quando il ragtime fu accantonato per dare spazio al jazz nelle sue prime forme orchestrali allargate) e la Shipyard Town Jazz Orchestra di Monfalcone (GO). I progetti attuali comprendono lo Steeplechase Jazz Trio (chitarra, contrabbasso e batteria), lo Swing3
(trombone, chitarra, contrabbasso), l'Oltremare Jazz Quartet (chitarra, pianoforte, contrabbasso e batteria), che propone
esclusivamente composizioni originali firmate dai componenti del gruppo, ed un trio swing con violino e due chitarre.

 

 

Fabrizio Veglia

  (Note fornite dall'interessato) 

Chitarrista dal 1997, sono nato il 06.02.1980 a Cuneo e suono la chitarra elettrica ed acustica da circa 11 anni, non ho uno stile di riferimento preciso, ma le mie preferenze tendono al rock, alla fusion ed al jazz, mi sono esibito in questi anni in tutta Italia ed in Francia, facendo solo nel 2007 quasi 150 concerti suonando con diverse cover band (Goa Band, The Lab, Green Apple) e gruppi di musica originale. Iniziai i miei studi presso insegnanti privati e scuole comunali,frequentando poi il CPM (Centro professione musica) di Milano partecipando alle lezioni condotte da: Luca Colombo, Luca Zamponi e Maria Orlandi. Questa scuola mi ha dato inoltre la possibilità di condurre alcune lezioni come supplente, conseguendo poi il diploma con valutazione di 100/100 nel 2005. Dal 2001 impartisco lezioni private di chitarra per principianti e non, situazione lavorativa che dal 2005 si è ampliata iniziando ad insegnare a circa una sessantina di allievi presso la CEM (Centro Esperienze Musicali) della quale nel frattempo sono diventato vicepreside. Il centro è presente ormai in 6 località del Piemonte, tra le quali la sede di Mondovì che dirigo dall'anno scolastico 2006/2007 in collaborazione con il fondatore e presidente Fernando Busi. Oltre alla CEM insegno alla scuola comunale di musica di Villanova Mondovì diretta da Corrado Leone. Nel 2006 ho collaborato al secondo disco di E.z.r.a. (cantautore rock piemontese) dal titolo “Days To Swallow” prodotto dalla William Benedetti Productions, registrando le parti di chitarra. Nel giugno 2007 ho partecipato alla realizzazione di 20 video, facenti parte di una collana didattica registrata e distribuita dal c.p.m. di Milano diretto da Franco Mussida. A Luglio dello stesso anno ho frequentato il seminario della Berklee Summer School ad Umbria Jazz, diretto da Jim Kelly. Attualmente sono impegnato con la formazione fusion Frazione Majorana e con le cover band Goa Band e Green Apple, continuando a perfezionarmi seguito da Luigi Tessarollo e Alessio Menconi. Dal 2006 sono endorser della Black Shark. INFLUENZE: Circa 10 anni fa ha avuto inizio la mia formazione musicale ascoltando ed emulando chitarristi quali Hendrix, R. Blackmore, Jimmy Page, avvicinandomi poi al panorama jazz-fusion con chitarristi del calibro di M. Stern, J. Scofield, W. Montgomery.... I miei gusti non si limitano comunque a soli chitarristi, ma anche a band storiche come Beatles, Led Zeppelin, Rolling Stones... ed a gruppi più “nuovi”, Foo Fighters, Incubus, Linkin' Park. Per contatti: Fabrizio Veglia Tel. 3391752847-E-Mail fabrizioveglia@tiscali.it www.myspace.com/fabrizioveglia. Per contatti: Fabrizio Veglia Tel. 3391752847-E-Mail fabrizioveglia@tiscali.it

 

 

Massimo Vescovi

 (Note fornite dall'interessato) 

All'età di 16 anni ho cominciato i miei studi di formazione classica presso l'Accademia dell'Arte musicale di Varese, seguito personalmente dal Maestro Tenzi. Durante i quattro anni accademici ho avuto l'opportunità di eseguire brani sinfonici in un gruppo composto da 10 chitarristi; esperienza che mi ha permesso di perfezionare ed accrescere ulteriormente, le capacità di lettura ed interpretazione delle opere dei grandi compositori.....In un secondo tempo sentendo l'esigenza di staccarmi dagli schemi della musica scritta, sono rimasto affascinato dalla libertà di espressione che il Jazz offre dal punto di vista dei colori e dell'improvvisazione. Quindi nel 1990 mi sono iscritto ai Corsi Civici di Milano tenuti da Franco Cerri ed Enrico Intra.....I miei studi hanno spaziato dall'aspetto prettamente tecnico - strumentale, a quello armonico compositivo, grazie agli insegnamenti di: Giovanni Monteforte (tecnica); Fabio Jeger (armonia); Maurizio Franco (storia del Jazz).....Grazie ai Corsi Civici, ho avuto l'opportunità di esibirmi in pubblico con i gruppi della scuola (Musica in Metrò), sotto l'attenta ed assai proficua direzione del Maestro Franco Cerri; esperienza che mi ha dato la possibilità di verificare le nozioni impartitemi.....Dalle esibizioni con gli allievi della scuola, sono passato ad impegni di sempre maggiore rilevanza, fino ad arrivare al mio inserimento nel "Franco Cerri Guitar 4et": formazione del tutto originale di quattro chitarre che eseguono, insieme al maestro, standards e brani di sua composizione. Con questo gruppo ho collaborato alle registrazioni dei seguenti dischi: il cd dimostrativo allegato al libro "CHITARRA JAZZ approcci-sviluppi-esperienze" edito dalla Ricordi (1993); "Cerri & Cerri" (1994); "En Souvenir de Milan" dedicato a Django Reinhardt (1995); e personalmente ho collaborato col Maestro alla pubblicazione di un "Manuale di chitarra jazz" a fascicoli edito dalla Fabbri (1996)..... Nell'estate del 2001 mi sono iscritto ai seminari di specializzazione di "Siena Jazz" dove grazie agli insegnamenti di: Tommaso Lama (strumento); Marco Tamburini (musica d'insieme); RobertoSpadoni (teoria); Luca Bragalini (analisi); ho potuto approfondire le mie conoscenze in campo musicale e compositivo..... La frequentazione dei seminari di "Siena Jazz" mi ha fatto conoscere Stefano Battaglia e nel 2004 ho avuto la possibilità di frequentare i laboratori musicali senesi tenuti dal Maestro. La collaborazione con Stefano Battaglia, nel biennio 2004/2005, tramite “il laboratorio permanente di ricerca musicale” di Siena Jazz, dà origine ad un incisione con M. Vescovi come leader ed unico compositore. Inoltre sempre nell'estate del '93 ho partecipato al "Festival jazz di Clusone" e al "Festival di Monteroduni di Isernia" e nell'anno 1994 all' "Iseo jazz '94".....

 

 

Marino Vignali


(foto privata)

Chitarrista non professionista, ma di raffinata sensibilità, i suoi molteplici interessi spaziano dal Pop al Country-Western e dal Rock sino al Jazz; si distingue inoltre per le grandi capacità di operatore musicale ed organizzatore di convention, meeting e concerti in favore della chitarra e dei chitarristi. La sua attività si estende a livello internazionale attraverso l’associazione
ADGPA che riunisce i chitarristi di tutti i generi musicali.

 

 

Giampiero Villa


(Note fornite dall'interessato)

Inizia lo studio della chitarra moderna (principalmente jazz-blues-funk) a 15 anni con il maestro C. Mattei per poi proseguire gli studi con G.Gotti, F.Mariani, S.Sello,L. Panico,U. Fiorentino,A. Affrunti, S. Micarelli, G.Lucantonio. Parallelamente intraprende lo studio della chitarra classica sotto la guida dei maestri F.Cuoghi ed E. Becherucci, diplomandosi al conservatorio “A.Casella”(L’Aquila)nel settembre 2004, e lo studio della composizione con il maestro A.Meoli nel conservatorio “O.Respighi”(Latina).Attualmente frequenta il biennio del corso di jazz presso il conservatorio “L.Refice”(FR). Esperienza professionale. Suona in varie band locali che spaziano dal blues alla musica dance,con le quali si esibisce nei locali della capitale. Nel 2001 con il gruppo Chiavi di Vetro partecipa al concorso nazionale “Soundtrack” classificandosi al 2° posto tra una rosa di oltre 500 gruppi provenienti da tutta Italia e nel 2004 è vincitore con il medesimo gruppo del concorso “Underground Parade”. E’ autore delle musiche del brano “02/08/80”che entra a far parte di una compilation distribuita a livello nazionale dalla prestigiosa etichetta “Universal”(lo stesso brano nel 2005 vince il premio miglior testo al concorso nazionale “Premio Augusto D’Aolio”)e del brano “Buendia”,presente sul sito www.mp3italia.it. Nel 2006 è finalista al concorso “Samigo top-100”. Dal 2001 al 2003 ha fatto parte della band “Awanaganazzaganazzanboys” che ha accompagnato musicalmente le performance dell'attore-comico Stefano Masciarelli in tutta Italia e nel mondo; con tale formazione nel 2002 suona in Egitto e si esibisce a “Casa Azzurri” in Giappone (Sendai), in occasione dei mondiali di calcio. Nel 2003 suona ne “Il Sesto Continente”, spettacolo multimediale con musiche originali del maestro Carlo Micheli. Nel 2005 entra a far parte del gruppo Funk-AcidJazz “ Solar Fire - IncognitoTributeBand ”, omaggiando il gruppo inglese, inventore dell’acid jazz. Nel 2005 si occupa delle trascrizioni per il libro dedicato alla chitarra rock-blues “Full optional guitar” , realizzato dal celebre chitarrista Lello Panico (ed.Carish). Nel 2007 viene scelto come unico chitarrista per partecipare alla finale del concorso nazionale “Jazz Lighthouse”(GE),dove suona con Aldo Zunino,Gianluca Tagliazucchi,Massimo Sarpero Nel 2007 è finalista al “Premio Internazionale Massimo Urbani”(Camerino),dove suona con Renato Sellani,Massimo Moriconi,Massimo Manzi Dal 2004 è docente di chitarra classica e moderna nell’associazione musicale “Il tempio della musica” ad Albano (RM). Contemporaneamente insegna nelle scuole musicali “A.Corelli” e “Nota Bene” a Velletri (RM).Dal 2006 è docente di chitarra jazz nella scuola “Anton Rubinstein” a Roma.

 

Jimmy Villotti

(Note di Roberto Ferrari)

Jimmy (Marco) Villotti , Bolognese, ha suonato con tutti nel mondo della musica leggera (di qualità) italiana: in primis Paolo Conte poi Guccini , Dalla, Ornella Vanoni. Aveva iniziato come chitarrista “beat” nei ’60 ma la sua vera passione era ed è il jazz. Sul versante jazzistico è da ricordare il CD “Live in Cantina Bentivoglio” registrato a Bologna nel 2002 con Massimo Faraò, Wayne Dockery ed il mitico Bobby Durham. Dalle note di copertina traspare l’amore per il jazz ed il rispetto i musicisti jazz Si esprime in un bel fraseggio moderno ma mai fine a se stesso. E’ anche scrittore di libri ironici in cui spesso il protagonista è un suo “alter ego”.

 

 

Luciano Zadro  

  Dalla robusta e sanguigna sonorità le sue linee melodiche si sviluppano con pertinenza armonica e rigore logico in un fraseggio maturo che denota un profondo retroterra, appannaggio esclusivo di ha compiuto una profonda esperienza jazzistica. Zadro può essere annoverato nella ristretta cerchia dei chitarristi-jazz continuatori della grande tradizione moderna. Dopo aver conseguito il diploma di "Jazz Master" con il maestro Filippo Daccò, presso il Centro Didattico Musicale di Milano, dall'anno 1987 al 1994 frequenta corsi accademici con i più qualificati musicisti di fama internazionale: Mike Stern, Joe Diorio, Mick Goodrick, John Scofield, Pat Martino, Pat Metheny, Jim Hall, Scott Henderson. Attraverso queste ed altre esperienze formative, dedica poi un particolare approfondimento ai generi Jazz, Rock, Funky, Sud Americana, Fusion e Blues. Collabora con importanti musicisti del panorama jazz italiano e americano. Si esibisce nei principali jazz club di tutta Italia, ed all'estero (Inghilterra e Spagna). Svolge inoltre l'attività di turnista con vari artisti italiani. La formazione e l'esperienza di Luciano Zadro hanno portato il chitarrista di Tradate ad esplorare tanto il repertorio classico quanto il mondo della musica jazz, rock, funky, fusion e blues. Presente nei principali 'jazz club' dell'Italia Settentrionale, ha partecipato ad "Umbria Jazz 2000" ed inoltre a numerose trasmissioni televisive su varie reti Rai e Mediaset : Improvvisando, Festivalbar, Domenica In ,Mare contro Mare. Ha realizzato diversi album di musica leggera tra cui Disco Caribe e Summer by Bravo. Ha suonato anche con il percussionista Luis Agudo,in quartetto acustico, a Varese Festival Jazz Suona in diversi contesti di jazz italiano affiancando nomi illustri come Tullio De Piscopo, Massimo Moriconi, Stefano Bagnoli, Laura Fedele, Ellade Bandini, Danilo Rea, etc. E' stato per quindici anni titolare dei corsi di chitarra moderna presso il Centro Didattico Musicale (uno dei più affermati e storici centri di formazione di musica moderna e jazz) in collaborazione con il Maestro Filippo Dacco'. Ha realizzato un album in collaborazione con Eric Marienthal e Alex Acunã; ha collaborato, inoltre, con Massimo Moriconi alla realizzazione di un metodo didattico per il basso. L'ultima recensione discografica è stata nel lavoro di Massimo Morriconi "D'Improvviso" in cui hanno partecipato artisti del calibro di Mina, Phil Woods, Erik Mariental, Danilo Rea, Ellade Bandini.Ha collaborato con Gianni Basso ,gli ultimi lavori sono il Cd di Alessandro Carabelli con Bagnoli,Marco Conti, Diego Mascherpa,Max de Aloe; il titolo del cd :Over and Out:Ulteriore collaborazione nel cd di Max de Aloe con Moriconi Bagnoli e Gianni Coscia -chitarra acustica.Il titolo del cd :L'anima delle cose Collabora per la realizzazione del cd APHRODITE con Franco Ambrosetti alla Tromba , Stefano Bagnoli alla batteria e al contrabbasso e basso elettrico Marco Conti ;al piano Alessandro Carabelli . Nell’estate 2005 ha collaborato con Dino Piana noto trombonista della Rai di Roma. Sempre nel 2005 ha tenuto seminari di improvvisazione e strumento presso il conservatorio di Musica di Lugano.Collabora con Danilo Rossi, Massimo Moriconi , Stefano Nanni e Gianluca Nanni nel Music train Quintet Nel 2007 diventa enderser per il marchio ibanez con la prestigiosa GB 200.

 

 

Thierry Zins

 

Nato in Francia ma naturalizzato italiano, Thierry Zins ha importato in Italia il fascino della chitarra-jazz d’oltralpe che, da Django Reinhardt sino a Renè Thomas e Christian Escoudè, ha sempre rappresentato una estetica avanzata e significativa. Strumentista esuberante e virtuoso, da buon musicista contemporaneo Thierry non limita però il suo linguaggio al solo Jazz, ma si inoltra nei territori della Gipsy-music, così come del Blues, del Rock e della Fusion.

 

 

Luciano Zuccheri


(pubblico dominio -si ringrazia la famiglia Zuccheri-)

Non tutti i chitarristi della generazione degli anni ’30 e ’40 hanno avuto la possibilità di essere immortalati in un CD-2002, nella maggioranza dei casi sarebbe necessario recuperare vecchi e introvabili 78 giri. Ad un primo ascolto del CD “JAZZ IN ITALY IN THE 40s” [Riviera Jazz Records-Roma, Quintetto Ritmico di Milano diretto da Luciano Zuccheri (note di copertina Adriano Mazzoletti e Fabio Lossani, che si ringrazia per la foto!)] sembra si tratti, per il virtuosismo strumentale, di un disco di Django Reinhardt con un suono acustico alla Eddy Lang (alias Salvatore Massaro) Nato a Spilimbergo il 12 luglio 1911 e scomparso il 4 Giugno 1981, Luciano Zuccheri è peraltro l’autore dei uno dei più utilizzati metodi di chitarra a plettro negli anni ’60: “METODO per chitarra a plettro” (Radio-Record srl). Io stesso, a 13 anni, imparai la chitarra e la musica studiando questo non facilissimo libro contenente, peraltro, degli studi molto suggestivi da un punto di vista compositivo. Quante volte a quel tempo mi chiesi che volto potesse avere l’autore e come suonasse la chitarra.
Ebbene questa curiosità è stata esaudita solo nel 2002 (...a 52 anni suonati)!